Europa: "sì ai contenuti in streaming dall'estero"

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"I cittadini UE con sottoscrizioni a pagamento online per film, eventi sportivi, musica e serie TV potranno accedere a questi contenuti durante un soggiorno all'estero in un altro paese UE". Le nuove regole sono state adottate con 586 voti favorevoli, 34 contrari e 8 astensioni, e come nel caso del roaming gratis sono state pensate per favorire l'uso lecito e bloccare un eventuale uso illecito di questa libertà: le piattaforme di streaming infatti dovranno permettere la visione ma dovranno anche prendere misure misure "efficaci e ragionevoli" per verificare che l'abbonato non si sia trasferito definitivamente in un altro paese UE.

In una successiva decisione approvata dal Consiglio nel settembre 2016 - alla quale il Parlamento si era opposto - gli Stati membri hanno convenuto che 54.000 dei 160.000 posti potrebbero essere utilizzati per l'ammissione di profughi siriani dalla Turchia, nell'ambito del trattato di migrazione UE-Turchia, invece che dall'Italia o dalla Grecia. Tra i metodi previsti c'è il controllo della carta d'identità, i dettagli del pagamento, le informazioni fiscali pubbliche, i dettagli postali e l'indirizzo IP.

Passo in avanti importanti verso un mercato unico digitale. "Queste nuove norme aumentano la mobilità e garantiscono la portabilità agli utenti dei contenuti online europei, senza pregiudicare il diritto d'autore", ha commentato il relatore Jean-Marie Cavada (ALDE, FR). Cade così un'altra barriera che attualmente impediva, ad esempio, a un cittadino italiano di accedere ai contenuti del proprio abbonamento Netflix o Amazon Prime Video se andava in vacanza in Francia, Germania o qualsiasi paese dell'Unione Europea.

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Nella giornata di ieri il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza una nuova norma che permetterà a tutti i cittadini dell'Unione Europea di utilizzare il proprio abbonamento a servizi di streaming (Netflix, Spotify, Sky Now e simili) anche al di fuori del territorio nazionale (purché rimanga in Europa).

La legislazione deve ancora concludere tutto il suo iter: deve ancora essere approvata formalmente dal Consiglio dei Ministri UE, e in questo caso è probabile che a pronunciarsi per l'Italia sarà un rappresentante del Ministero per lo Sviluppo Economico.

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