Erdogan: la Turchia ha molti nemici in attesa della sua disfatta

Erdogan: la Turchia ha molti nemici in attesa della sua disfatta

Erdogan: la Turchia ha molti nemici in attesa della sua disfatta

Mentre ancora si discute sui numeri del maxi-raduno di Maltepe - la cifra di 1,5 milioni di partecipanti, stimata dagli organizzatori, ha trovato conforto nei calcoli della Camera nazionale degli ingegneri - la sfida di Erdogan al monopolio delle piazze è lanciata.

Sostenitori di Erdogan si sono radunati nel pomeriggio anche in Svizzera, a Ginevra: una sessantina di persone ha manifestato sulla Place des Nations per chiedere alla Confederazione di non accettare la richieste d'asilo dei golpisti. Per Erdogan il regista del tentato colpo di Stato è stato il predicatore miliardario Fetullah Gulen, da circa 20 anni residente negli Usa per il quale ieri notte i manifestanti scesi in piazza invocavano la pena di morte. Iniziato alle 22 del 15 luglio, con la chiusura di due ponti sul Bosforo, fu dichiarato 'fallito' alle 11:50 del giorno dopo, con la resa di un gruppo di soldati asserragliato nel quartiere generale del comando delle Forze armate.

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Si può chiudere un occhio sull'arroganza, ma quando si arriva, per eccitare la folla dei sostenitori, a invocare una reazione da tagliagole, a inneggiare alla pena di morte, ad arrestare centinaia di migliaia di oppositori, a esporre alla logica più forcaiola magistrati, poliziotti, diplomatici e giornalisti, accusando questi ultimi di essere terroristi, beh, questo è assolutamente inaccettabile. Vengono arrestati quasi 3 mila golpisti e rimossi dal loro incarico quasi 3 mila giudici.

Di tre mesi in tre mesi il decreto è stato prorogato ed è tutt'ora in vigore. Presente per inaugurare un monumento in memoria dei 249 caduti di un anno fa, il presidente Recep Tayyip Erdogan è salito sul palco, ribadendo il pugno di ferro nei confronti dei "traditori" a cui ha promesso di "strappare la testa" prima che ci riprovino. La scorsa settimana il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza una risoluzione che invita a "sospendere i negoziati di adesione con la Turchia se il pacchetto di riforme costituzionali", approvato con il referendum di aprile, "sarà attuato senza modifiche". Ma una cosa deve essere chiara: "chi vuole entrare nell'Unione europea sposa anche i suoi valori", ha aggiunto Juncker, citando alcuni dei nodi più problematici del rapporto con la Turchia, cioè "diritti umani, libertà di stampa e stato di diritto". La cancelliera tedesca Angela Merkel, che ha in casa un'importante comunità turca, ha accettato di non lasciarsi turbare dalle decisioni di Erdogan.

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