Terremoto all'Asp di Catanzaro, nove indagati: due finiscono agli arresti domiciliari

Terremoto all'Asp di Catanzaro, nove indagati: due finiscono agli arresti domiciliari

Terremoto all'Asp di Catanzaro, nove indagati: due finiscono agli arresti domiciliari

All'Asp di Catanzaro venivano spesi per viaggi all'estero dove il dirigente si portava anche la famiglia. Sono questi i reati contestati alle nove persone - due delle quali finite ai domiciliari e sette colpite da misure interdittive - tra funzionari e dirigenti dell'Asp di Catanzaro, nell'ambito delle indagini condotte dalla Guardia di finanza.

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Tre avvisi di garanzia sono stati inoltre notificati ad altrettanti dipendenti dell'Asp, ed eseguito il sequestro preventivo per equivalente nei confronti degli indagati per un ammontare di oltre 300 mila euro e che ha riguardato disponibilità finanziarie e cespiti immobiliari a loro riconducibili, individuati grazie agli accertamenti economico-patrimoniali svolti dai finanzieri. Quasi un miliardo e mezzo di vecchie lire che avrebbero garantito l'approvvigionamento di servizi potenziati dalla telemedicina e dalla domotica. Nulla di tutto questo, però, è avvenuto perché i dirigenti dell'Asp oggi indagati avrebbero svolto solo una consultazione di mercato ai fini esplorativi e, una volta ottenuti 300mila euro come anticipo del finanziamento, li avrebbero spesi per fittizi emolumenti e "fuori busta". Quest'ultimo, addetto al sistema informatico aziendale, avrebbe aiutato il dirigente Romano a ottenere per sé e per altri dieci indagati, la liquidazione di ingenti indennità non dovute. Poi si contano 7 persone con misure interdittive con sospensione immediata del servizio di un pubblico ufficio e si tratta di: Francesco Francavilla, Maurizio Rocca, Silvia Lanata', Giuseppe Fazio, Dario Marino, Giuseppe Pugliese e Francesco Grillone. Per il procuratore Nicola Gratteri, "i fondi destinati all'assistenza domiciliare agli anziani sono stati rubati in modo scientifico e cinico". Il progetto "Stop and go" era diventato una sorta di "pozzo di San Patrizio" dal quale attingere anche per le missioni a Roma e a Bruxelles. "Vi era una documentazione ufficiale utile alla rendicontazione delle somme erogate dalla Comunità Europea e una documentazione artefatta creata appositamente per lucrare le somme".

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