Yara: parla Bossetti, "poteva essere figlia di tutti noi"

Gli avvocati di Massimo Giuseppe Bossetti all'esterno del Tribunale di Brescia

Gli avvocati di Massimo Giuseppe Bossetti all'esterno del Tribunale di Brescia

"Poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà". Il procuratore generale, Marco Martani, ha chiesto la conferma della pena e, in più, per il reato di calunnia, per il quale Bossetti era stato assolto in primo grado, ha chiesto l'isolamento diurno per sei mesi. "Pensate però come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali" si è giustificato. Dopo le dichiarazioni del muratore, che si è sempre proclamato innocente, i giudici si riuniranno in camera di consiglio per la decisione.

Bossetti, 47 anni, carpentiere cresciuto a Brembate e poi trasferitosi a Mapello, sposato e padre di tre figli, in primo grado è stato condannato all'ergastolo. Nel processo di primo grado non sono mancati i colpi di scena che hanno messo in discussione le modalità con cui sono state condotte le indagini. Non solo non ho ucciso Yara, ma non ho mai avuto un contatto con lei. "Sono sicuro che questo Dna non è mio, vi supplico e vi imploro di disporre la perizia". Ha poi aggiunto che, quando fu fermato nel cantiere in cui lavorava (e i momenti del fermo furono filmati) si sentì "una lepre che doveva essere sbranata da innumerevoli cacciatori". Rivolgendosi alla Corte, ha detto che "l'arresto è stato eseguito con modalità scandalose". Quello dell'imputato sarebbe un "sincero pensiero" sull'omicidio, così come ha detto lui stesso quando ha preso la parola.

E' attesa per la giornata di oggi la sentenza da parte della Corte d'Assise per quanto riguarda l'omicidio di Yara Gambirasio. "Sono convinto che in Appello potrò avere finalmente giustizia", ha ripetuto Bossetti a uno dei suoi legali, l'avvocato Claudio Salvagni che lo assiste assieme al collega Paolo Camporini, durante uno degli ultimi incontri in carcere. E aggiunge: "Sono arrabbiato, deluso, stanco di sentire chi mi accusa ingiustamente". Indizi che la difesa respinge. Il furgone immortalato vicino al centro sportivo di Brembate non è di Bossetti; le sfere e le fibre non riconducono con "nessuna certezza" all'imputato che non ha mai cambiato abitudini e che anche quella sera era a casa.

Si tuffa e non riemerge, ricerche
Nessuna traccia, e le speranze si affievoliscono ora dopo ora. La donna è riuscita a salvarsi aggrappandosi ad una roccia. L'uomo invece è scomparso in acqua e non è più riemerso.


La 13enne è stata trovata senza vita in un campo incolto a Chignolo d'Isola, una zona che il muratore di Mapello conosceva per lavoro. Su un tema le parti concordano: vittima e presunto carnefice non si conoscevano, ma Yara potrebbe aver accettato un passaggio sul furgone di Bossetti, il quale "affascinato" da questa "giovanissima donna" potrebbe aver tentato un approccio sessuale finito nel sangue, a dire dall'accusa.

"Da tre anni invoco la mia innocenza".

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