Al Sud Italia cresce il pil, ma resta l'emergenza sociale

Al Sud Italia cresce il pil, ma resta l'emergenza sociale

Al Sud Italia cresce il pil, ma resta l'emergenza sociale

Anche il dato del pil 2016, cresciuto dell'1% rispetto allo 0,8% del resto del Paese, sembra destinato a rimanere una una tantum. Quest'anno il Pil dovrebbe invece "aumentare dell'1,1% al Sud e dell'1,4 % nel Centro-Nord, facendo quindi tornare indietro il Mezzogiorno rispetto alle altre zone d'Italia". Questo il dato di Svimez che ha anticipato con questo dettaglio il rapporto 2017.

Secondo il rapporto se il Mezzogiorno proseguirà con gli attuali ritmi di crescita, "recuperera' i livelli pre crisi nel 2028, comunque 10 anni dopo il Centro-Nord. Secondo valutazioni di preconsuntivo elaborate dalla SVIMEZ, nel 2016 il PIL (a prezzi concatenati) è aumentato nel Mezzogiorno dell'1%" si legge nell'anticipo di bilancio.

Nuove povertà - Preoccupano, al Mezzogiorno, quelle che il rapporto Svimez non esita a definire "emergenze sociali": disoccupazione giovanile e nuove povertà.

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Anche la povertà resta realtà tangibile e non solo uno spauracchio, specialmente nei comuni non molto grandi e nelle aree periferiche delle grandi città: nel 2016 circa 10 meridionali su 100 sono in condizione di povertà assoluta. Sul fronte occupazione il rapporto Svimez evidenzia come al Sud "l'occupazione è ripartita, con ritmi anche superiori al resto del Paese, ma mentre il Centro-Nord ha già superato i livelli pre-crisi, il Mezzogiorno, che pure torna sopra la soglia simbolica dei sei milioni di occupati, resta di circa 380mila sotto il livello del 2008, con un tasso di occupazione che è il peggiore d'Europa (di quasi 35 punti percentuali inferiore alla media Ue a 28)".

Tuttavia, malgrado alcuni scenari in ripresa, anche sul numero degli occupati nel parallelo con il 2015 (101 mila unità, pari a +1,7%) sono diverse le dinamiche a cui guardare con preoccupazione. "L'aumento dei dipendenti a tempo indeterminato - si sottolinea - è in termini relativi più accentuato nelle regioni del Mezzogiorno, segno che il Sud ha beneficiato del prolungamento della decontribuzione sulle assunzioni a tutele crescenti, ridotta sensibilmente nel resto del Paese". Spicca poi un "dualismo generazionale", che sul piano dell'occupazione penalizza particolarmente i giovani. Sorprende il +2,4% della Campania, trainato dall'industria e dal turismo.

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