Angelino Alfano, Giulio Regeni

Caso Regeni, Alfano: Grave ferita per coscienza ma governo vuole verità non di comodo

Caso Regeni. Governo riferira' alle Camere. L'attenzione resti alta

Questioni come la lotta al terrorismo, la gestione ragionata e coordinata dei flussi migratori, la risposta alle crisi regionali, passando attraverso il contenzioso israelo-palestinese, la guerra in Siria, la crisi tra Paesi del Golfo, il tema della gestione delle acque del Nilo, toccano direttamente il nostro Paese.

Quindi, l'ammissione del perché della scelta: con l'Egitto si fanno affari e determinate aziende italiane non possono certo aspettare: "L'Egitto è un partner ineludibile dell'Italia, la sua sicurezza e stabilita' economica sono fondamentali". È impossibile per i nostri Paesi non avere un'interlocuzione politico-diplomatica di alto livello. Nonostante questo, il giorno del ritrovamento del cadavere di Giulio Regeni i rapporti bilaterali hanno subito un duro colpo.

"L'omicidio Regeni è una grave ferita per le nostre coscienze, per tutti noi e per un intero paese".

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Continueremo a sostenere la ricerca della verità su Giulio Regeni in tutte le sedi - ha assicurato Alfano - compresa "l'istituzione britannica per la quale Giulio stava compiendo la sua ricerca", ossia l'università di Cambridge. Parola del ministro degli Esteri, Angelino Alfano, durante l'audizione in commissione Esteri riunite sul caso Regeni. (...) "Inviando al Cairo un diplomatico di comprovato livello come l'ambasciatore Giampaolo Cantini, il governo intende rafforzare l'impegno politico e morale per la ricerca della verità sulla scomparsa di Giulio". Per quanto riguarda la scarsa collaborazione (il depistaggio) da parte della procura del Cairo, Alfano sostiene che "i magistrati egiziani hanno soddisfatto in modo ancora parziale ma crescente le richieste contenute nelle rogatorie".

DI BATTISTA: DISCORSO IPOCRITA - A Giulio, inoltre, sarà intitolata l'Università italo-egiziana e l'auditorium dell'Istituto italiano di cultura del Cairo.

Da segnalare poi la deplorevole attenzione di alcuni di distogliere la responsabilità oggettiva dell'Egitto sul drammatico fatto coinvolgendo l'univerità di Cambridge ed i silenzi della tutor, aprendo anch'essi il fronte spionistico e l'attività di ricerca di Giulio Regeni, con "domande sul sindacalismo degli ambulanti che sarebbe meglio non fare neanche a Tor Pignattara". "Questa commissione - ha detto - doveva essere convocata prima della decisione dell'invio dell'ambasciatore". "All'ambasciatore Cantini ribadirò - ha proseguito Alfano - di dover collaborare con l'omologo britannico, poiché Giulio era un ricercatore del Regno Unito ed è morto ricoprendo quel ruolo". "Le indagini dovranno proseguire con vigore, lo dobbiamo a Giulio, alla famiglia, e a tutti gli italiani".

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