Bufera sugli spot del Buondì Motta: violenti o geniali?

Asteroide disintegra mamma nello spot Buondì la polemica

Buondì Motta e lo spot della discordia. L'azienda: «Visibilità oltre le aspettative»

"Possa un asteroide un po' più infuocato di questo colpirmi se esiste" dice indicando quello che ha appena incenerito la moglie. Sono i due spot realizzati da Saatchi & Saatchi per Bauli per promuovere il Buondì Motta, nei quali una bambina decisamente sopra le righe chiede una merendina che sia buona ma anche leggera, e la mamma risponde che non esiste, per essere subito dopo colpita da un asteroide caduto dal cielo. Si sciorinava da ricotte realizzate con il latte materno offerte a ignari vicini di casa, da chi cucinava la placenta (umana), da chi "dimenticava" pannolini nei bagni pubblici, fino ad arrivare a una caccia alle streghe per capire chi fosse la vipera che faceva uscire dal gruppo le informazioni.

La maggior parte delle persone, però, si lamenta del fatto che l'asteroide non abbia invece spiaccicato la bambina.

Buondì Motta replica che "si tratta di uno spot ironico. hai mai visto un asteroide colpire la Terra?". Questo perché abbiamo individuato il target giusto: "i millenial e coloro che hanno voglia di un advertising differente e che non sono conquistati dagli old media".

Il nuovo spot per la merendina ha suscitato un dibattito vivacissimo.

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Il problema è che spesso negli spot la famiglia si vuole che venga rappresentata come sorridente e con adulti e bambini da copertina.

Testimonial d'eccezione (come, ad esempio, Raffaella Carrà) e un grande battage pubblicitario sono da sempre stati i segreti di una merendina che ha avuto successo sia in tv, sia sulle tavole e nelle dispense degli italiani, fino a diventare una sorta di status symbol della famiglia tricolore. Siamo usciti dal contesto televisivo e giriamo sui social. Ai miei tempi, poi, Pippi Calzelunghe era estremamente diseducativa. Io avrei potuto farla ma non l'ho fatta. "Questo spot non è pericoloso, il pericolo è lasciarli soli davanti ai social network e alla televisione". È stato diffuso anche il seguito, con il papà; e dovrebbe essercene un terzo, col postino, ma non è ancora stato distribuito.

E l'azienda come ha reagito quando ha visto gli spot? Chi sarà il prossimo? La collaborazione con il professionista che in passato si è occupato di Heineken, di Pinko e delle attività di sponsorizzazione di Inter, Juventus e Napoli, sarebbe dovuta durare due anni, ma a giugno 2016 le dimissioni. "Rischieremmo di cadere in un cliché".

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