Onu: "Quando è troppo, è troppo"

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Corea del Nord, pronto Consiglio Sicurezza Onu: intanto Seul simula un attacco a Kim

Secondo il portavoce della presidenza sudcoreana Park Su-hyun, "i due capi di stato concordano sulla necessità di collaborare strettamente tra loro e con gli Stati Uniti e condividono l'opinione che sanzioni e pressioni più forti devono applicarsi alla Corea del Nord". Criticando l'azione spesso troppo lenta e debole della comunita' internazionale.

Una dichiarazione firmata dai rappresentanti dei vari Paesi - Paolo Gentiloni, Emmanuel Macron, Justin Trudeau, Angela Merkel, Shinzo Abe, Donald Trump, Theresa May, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk -, chiede all'unanimità e con forza che immediatamente la Corea del Nord abbandoni "tutti i programmi nucleari e di missili balistici in una maniera che sia completa, verificabile e irreversibile". "Chiunque continua a fare affari con la Corea del Nord sta solo aiutando il regime" continua l'ambasciatrice statunitense. Così come fosche nubi si presentano nell'orizzonte mondiale a causa delle sempre più pesanti e ricorrenti provocazioni e minacce del regime di Pyongyang, che ha dimostrato di poter attivare già da subito ordigni nucleari.

Washington vuole che le Nazioni Unite impongano a Pyongyang "le sanzioni più dure misure possibili" in risposta al suo sesto test nucleare. "Nessuno lo farebbe. Certamente non lo faremo noi", ha concluso Haley.

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Russia e Cina, invece, invece insistono sulla via della diplomazia: "Non consentiremo mai il caos e la guerra nella penisola coreana", ha dichiarato l'ambasciatore cinese all'Onu, Liu Jieyi.

Siamo pronti - si legge ancora nella nota - a rafforzare ancora le misure che puntano a raggiungere l'obiettivo di fermare i test nucleari della Corea del Nord e richiamiamo con forza il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ad assumersi le sue responsabilità e lavorare per l'adozione di una nuova ed efficace risoluzione che includa misure più forti.

Oggi il presidente Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo sudcoreano, Moon Jae-in. Questo del miglioramento delle proposte di negoziazione, è un atteggiamento che al momento irrita l'amministrazione Trump, che ormai chiama ogni tentativo di portare al tavolo del negoziato Kim con nuove proposte, "appeasement". Intanto, alla riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza, ieri, l'ambasciatrice americana Nikky Haley ha affermato che "il tempo delle mezze misure è finito" e che Kim, con le sue azioni sta "implorando la guerra". Ricordiamo che l'Italia presiede la commissione dell'ONU che deve monitorare come le sanzioni contro la Corea del Nord vengano attuate e rispettate da tutti. Con queste premesse si è aperta oggi a New York la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che sottolinea "le gravi violazioni" delle risoluzioni Onu e dei trattati internazionali di cui si è reso colpevole il regime di Pyongang.

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