Fca, Marchionne: "Finchè ci sarò io nessuno scorporo Alfa-Maserati"

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Fiat Chrysler, Marchionne: sul tavolo non ci sono offerte

Sotto la pioggia battente, Marchionne si è diretto subito all'interno del box Ferrari per parlare con il team principal Maurizio Arrivabene, a pochi minuti dall'inizio previsto per la terza sessione di prove libere, rimandata a tempo indeterminato per il maltempo.

Il gruppo Fca guarda allo scorporo di attività che non appartengono a un produttore di auto, come ad esempio la componentistica, non ha alcuna offerta sul tavolo e non sta lavorando a una grande operazione, mentre non sono ancora maturi i tempi di uno scorporo di Alfa Romeo e Maserati. Dopo il lancio di Giulia e Stelvio, infatti, la casa italiana prevede di lanciare entro il 2020 altri 6 modelli che porteranno le vendite annue sino a 400 mila unità. Cosi' ha risposto l'a.d. di Fca, Sergio Marchionne, ai giornalisti parlando al paddock Ferrari a Monza. "Capisco benissimo il concetto di staccarsi dal mass market come premium, il concetto non fa una piega, ma il momento è sbagliato, non siamo nelle condizioni di farlo". Lo scorporo non sarà realizzato durante la sua gestione, che durerà fino ad aprile 2019. "Spero che possa succedere prima della fine del piano industriale in corso, prima della fine del 2018". I risultati stanno arrivando, il calo delle vendite in America è totalmente previsto, abbiamo ridotto in maniera drastica le flotte.

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Il consensus del mercato sul titolo è cresciuto negli ultimi mesi sulla spinta dei numeri relativi alle immatricolazioni in Europa e al miglioramento dei margini di profitto ma continua a essere significativamente inferiore al fair value di Morningstar, pari a 18 euro (report aggiornato all'1 settembre 2017). "A nostro avviso la cosa più logica per il gruppo e più vantaggiosa per gli azionisti sarebbe quella di dismettere queste attività che invece potrebbero risultare più efficienti e avere maggior potenziale in termini di economie di scala se fossero nelle mani di un altro gruppo facente parte dello stesso settore", dice Richard Hilgert analista azionario di Morningstar. E inoltre, "se c'è un'opzione per farlo, sarà di sicuro dopo di me, dopo che me ne vado io".

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