Pensioni, dal 2018 via il divario età uomo-donna

Pensioni Ape Volontaria c’è decreto attuativo come funziona l’anticipo pensionistico volontario

Ape volontaria e Ape social: novità per donne, Rita e Tfr

L'importo minimo sarà di 150 euro al mese, mentre l'importo massimo dipenderà dal periodo di anticipo richiesto: il 75% del trattamento pensionistico se superiore ai 36 mesi, l'80% se tra i 24 e i 36 mesi, l'85% se tra i 12 e i 24 mesi, il 90% se inferiore ai 12 mesi. Quindi, ignorando un'eventuale possibilità di chiederla con effetto retroattivo dal 1° maggio 2017 (opzione di cui si fatica a comprendere l'utilità), chi la richiederà nei prossimi mesi andrà in pensione nel 2018, quando per il trattamento di vecchiaia saranno necessari 66 anni e 7 mesi di età. E' apparso su Twitter con foto mentre firma un comunicato della presidenza del consiglio.

Per chi presenterà domanda di Ape volontaria e rispetterà i requisiti indicati nel testo del decreto attuativo sarà necessario pagare una rata sulla pensione futura, con un piano di ammortamento di 20 anni. Tenuto conto del percorso ancora da completare, è lecito ipotizzare che la domanda per gli anticipi volontari possa essere presentata non prima dell'inizio di ottobre.

Anticipo pensionistico: in una parola Ape. Dal fronte sindacale, anche la Uil sottolinea come l'Ape volontaria sia uno strumento "costoso", ma visto che è "su base esclusivamente volontaria, lo sceglierà chi lo riterrà opportuno" e incita il governo ad andare "avanti sulla 'fase due' per migliorare il sistema previdenziale" portando avanti il confronto con i sindacati.

La misura chiave in tal senso è rappresentata dal cosiddetto Ape, ovverosia l'anticipo pensionistico che, nella versione 'Ape social', può permettere a carico dello Stato di andare in pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima del previsto senza penalizzazioni sull'assegno.

Riduzione di due anni dei requisiti contributivi per le donne con figli che intendono accedere all'Ape sociale, e conferma dell'impegno a rivalutare le pensioni all'inflazione dal 2019.

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Regole specifiche per l'erogazione del prestito che, stando a quanto riportato nel testo ufficiale del DPCM modificato dopo il parare del Consiglio di Stato, dovrà prevedere rate mensili.

L'Ape volontaria è, più che una forma di pensione anticipata vera e propria, un prestito erogato dalle banche per l'uscita anticipata dal lavoro.

Allo stato, si ricorda, tuttavia, mancano ancora le convenzioni con Abi e Ania relativamente al prestito erogato al pensionato e alla polizza che coprirà in caso di morte. Si tratta di un anticipo con un costo: i lavoratori potranno beneficiare di un prestito da parte delle banche da restituire a rate mensili in 20 anni a valere sulla futura pensione.

Il tasso di interesse è uno dei punti critici per chi vorrà presentare domanda di Ape volontaria: se a novembre le simulazioni del Governo prevedevano un tasso fisso al 2,5%, le condizioni attuali parlando di un aumento al 3,5%. In questo modo l'eventuale reversibilità sarà pagata per intero.

Risponde sempre la referente dell'Inca Cgil di Milano, Elisa Rebecchi: "Questa non si può chiamare pensione anticipata, generando equivoci e illusioni".

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