Dopo le polemiche estivetorna in aula la legge Fiano

Legge Fiano contro la propaganda fascista, domani in aula per l'approvazione

La legge Fiano arriva oggi alla Camera. Presto lo stop a busti e saluti romani

Dopo 32 giorni di ferie ripronono i lavori dell'Aula della Camera dei Deputati e si riprende con il duro scontro sulla proposta di legge a prima firma Emanuele Fiano che mira ad inserire nel codice penale l'articolo 293-bis, relativo alla "Propaganda del regime fascista e nazifascista".

Il testo, fin dai suoi primi passi, ha scatenato subito molto polemiche e ha intercettato l'avversione di quasi tutte le opposizioni in parlamento.il Movimento Cinque stelle ha intenzioni bellicose e promette battaglia: da subito, ha parlato di una "legge liberticida", ha chiesto l'estensione dei tempi e la possibilità di intervento per tutti i membri del gruppo.

"L'estrema destra è un fenomeno di oggi, che si va radicando dove crescere il disagio e la rabbia: è un pericolo enorme", ha detto Fiano nella dichiarazione di voto alla legge.

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Il resto del gruppo, come detto, sta bene: " La condizione della squadra è buona - ha aggiunto il dottor Mazzoni - sono tutti a disposizione del mister eccetto Conti al momento".


L'onorevole Fiano è tornato a puntare il dito contro le simbologie del regime fascista ancora presenti sui monumenti italiani e rispolverando un tema caro anche alla Presidente della Camera Laura Boldrini ha proposto la cancellazione della scritta Dux dall'obelisco del Foro Italico a Roma. "Sono pericolose le loro azioni, i loro comportamenti, i loro metodi e la propaganda dei loro contenuti - ha aggiuntato il deputato Pd - non vogliamo limitare la libertà di opinione ma impedire che la nostra libertà sia offuscata dai veleni del fascismo". In realtà la legge punisce solo la propaganda fascista, con un occhio particolare al web. Con le urgenze che sta vivendo il Paese negli ultimi mesi, una legge Fiano era quanto di più inutile ci potesse essere.

La legge Mancino - che è vigente dal 1993 - sanziona i comportamenti legati all'ideologica nazifascista che incitano alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, religiosi o altri ancora. "Chi richiama la gestualità del fascismo rischia due anni di carcere". Come spiegano alcuni parlamentari democratici, insomma: basta saluto romano, gadget nostalgici e varia merce delle stessa categoria.

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