Scuola: 8,6 mln di studenti tornano tra i banchi "solo col diario…"

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Miglioramento della didattica in 34 classi biellesi, i risultati della sperimentazione

Sono 51.952 gli studenti della provincia di Chieti, 45.795 nella provincia di Pescara, 40.244 nella provincia di Teramo e 36.891 gli studenti della provincia aquilana. I primi a rientrare a scuola sono stati gli studenti della provincia di Bolzano, che hanno dovuto dire addio alle vacanze già il 5 settembre.

Lunedì 11 settembre nelle 562 autonomie scolastiche piemontesi (che comprendono 12 centri provinciali per l'istruzione degli adulti) suonerà la prima campanella per 536.339 alunni, distribuiti in 25.464 sezioni/classi, per una media di circa 21 alunni per classe. Domani, comunque, l'attività didattica si svolgerà regolarmente nell'Istituto comprensivo che riunisce scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

Francoforte, 6 persone attaccate con gas irritante
Fortunatamente nessuno è stato ferito seriamente e la polizia aeroportuale ha dichiarato che la situazione è sotto controllo. I vigili del fuoco non hanno riscontrato valori anomali nell'aria e solo due sportelli sono stati momentaneamente chiusi.


"Modalita' e' bravo ma non si applica attivata". "Nella secondaria di II grado il 47,5% delle ragazze e dei ragazzi frequenterà un indirizzo liceale, il 31,7% un indirizzo tecnico, il 20,8% un indirizzo professionale". Sempre secondo i dati del Miur il numero delle studentesse e degli studenti per l'anno scolastico 2017/2018 e' in leggero calo, lo scorso anno infatti gli iscritti erano 7.816.408.

Tra i posti vacanti, quelli dei dirigenti e dei Dsga (i direttori amministrativi): su 67 scuole mancavano 16 dirigenti e 27 direttori amministrativi. La prima riguarda le vaccinazioni: per la prima volta, dopo le polemiche dei mesi scorsi, i genitori dovranno dimostrare alla scuola di aver fatto fare ai loro figli tutti i vaccini obbligatori, o almeno di essere in procinto di adempiere all'obbligo. Tutti insieme appassionatamente nella stessa aula, senza alcuna informazione alle famiglie denota un 'menefreghismo' nei confronti dei diritti di quei bambini che vorrebbero poter imparare a leggere e a scrivere come i loro coetanei più fortunati; che vorrebbero che gli insegnanti dedicassero loro lo stesso tempo di quanto accade in altre scuole. Il rischio è quindi di contattare un docente (con tutte le pratiche burocratiche annesse) solo per una settimana, salvo poi ricominciare daccapo. "Insomma, ogni anno c'è un problema nuovo".

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