Doping di Stato, la Wada assolve 95 atleti russi su 96

Doping la Wada assolve 95 su 96 atleti russi

Doping di Stato in Russia, Nyt: “Assolti 95 atleti su 96 per insufficienza di prove”

La Wada, l'agenzia antidoping mondiale ha assolto 95 dei 96 atleti russi coinvolti nel maxi scandalo del doping di Stato emerso dopo la pubblicazione del rapporto McLaren.

Le polemiche, dunque, saranno inevitabili, con l'interrogativo se sia prevalsa l'efficacia del sistema russo nel distruggere le prove o l'approccio soft degli investigatori. "Le prove disponibili sono insufficienti a sostenere una violazione delle norme antidoping da parte di questi 95 atleti", scrive nella relazione il direttore generale dell'agenzia Olivier Niggli.

Ma purtroppo il vero motivo di questo attacco sul doping contro la Russia era non far gareggiare gli atleti russi in un determinato momento. Senza dimenticare i possibili conflitti di interesse delle federazioni nazionali - cui sono demandati in prima istanza il controllo dei propri atleti e l'emissioni delle sanzioni - e dello stesso capo della Wada, Craig Reedie, che è anche membro del Cio, quindi interessato a promuovere il marchio olimpico mentre persegue le violazioni che lo danneggiano.

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"Prove insufficienti" contro gli atleti russi.

"Dobbiamo accettare il fatto che lo scopo di McLaren fosse quello di dimostrare un sistema, non le violazioni individuali", ha detto Niggli al New York Times. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, nessuno ha chiesto di sentire il dottor Grigory Rodchenkov, ex direttore del laboratorio antidoping russo considerato la "gola profonda" dell'inchiesta, attualmente residente negli Stati Uniti dove vive sotto protezione. Dalle indagini era emersa l'esistenza in Russia sin dal 2011 di un doping di stato, controllato e diretto dal ministero dello sport con l'aiuto dei servizi segreti, riguardante 30 sport estivi, invernali e paraolimpici, con il coinvolgimento di cinque medagliati a Londra 2012 e quattro a Sochi 2014.

Per essere stati citati nel dossier McLaren, molti atleti russi sono stati sospesi dalle gare, Olimpiadi e Paralimpiadi comprese. Ora il Cremlino assapora questa ulteriore, parziale vendetta.

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