" "Stupri Rimini, il padre dei due marocchini a Matrix: "...ma sono giovani"

Il padre degli stupratori di Rimini: «I miei figli tra due anni saranno liberi e puliti»

Il padre degli stupratori di Rimini: “Tra due anni i miei figli saranno liberi ed avranno una famiglia”

Così tanti hanno considerato le parole di Mohamed, 51enne marocchino agli arresti domiciliari e padre dei due fratelli minorenni che hanno partecipato allo stupro di Rimini ad agosto.L'uomo è stato intervistato nel corso del talk show Matrix, condotto da Nicola Porro, e parlando della vicenda che ha coinvolto i due figli minori il padre ha risposto al microfono: "Sono ragazzini".

Mohamed - agli arresti domiciliari per furto - ha aggiunto di essere comunque dispiaciuto per quella ragazza polacca - ignorando completamente la trans che probabilmente per lui non merita neppure una menzione - ma ha asserito che i suoi i figli non avranno più certe compagnie, ed hanno capito quello che è successo, d'ora in poi, si comporteranno bene.

Il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, ha sentenziato che le parole del padre sono vergognose, "indicative di come l'uomo significa non abbia compreso per nulla la gravità e l'orrore delle violenze" e che quelle frasi, oltre ad evidenziare un inquietante contesto famigliare, culturale, morale, sono inaccettabili per le tre persone oggetto della violenza, della crudeltà inaudita.

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Gasperini schiererà, ovviamente, i titolari visto che ha affermato più volte di tenere a questa competizione. Ci sarà quasi un esodo di tifosi orobici per la partita a Reggio Emilia .


"Quei ragazzini finiscono in cella così piccoli: che brutta modo per cominciare una vita" ha commentato ancora la vittima della violenza sessuale, riflettendo: " Penso che i genitori di questi ragazzini non sono di grande esempio, cosa fa un ragazzino di 14 anni in giro fino alle cinque di mattina?". Poi l'incontro con due turisti bolognesi.

Il Comune di Rimini "è oggi ancora più fermo e deciso, costituendosi anche parte civile contro i quattro criminali, nel chiedere la giusta pena, che non può essere che quella massima e senza alcuna attenuante stabilita dalla legge e dal codice".

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