Sonda spaziale Cassini, il 15 settembre evento al Planetarium

Tutto pronto per l’abbraccio finale tra Cassini e Saturno. Domani la sonda si disintegrerà nell’atmosfera

Sonda spaziale Cassini, il 15 settembre evento al Planetarium

La sonda della NASA, infatti, ha sfruttato la spinta gravitazionale del satellite - che ha sorvolato a un'altezza di circa 120mila chilometri - per impostare la sua ultima traiettoria del cosiddetto 'Gran Finale', quella che il 15 settembre la porterà dritta nel cuore dell'atmosfera di Saturno, dove brucerà come un'affascinante meteora.

Gli scienziati della NASA avrebbero potuto far avvicinare la sonda molto di più, o addirittura farle concludere la sua ventennale avventura proprio sulla superficie di Titano, tuttavia, poiché pensano che su questo satellite e negli oceani di Encelado possa esserci vita, hanno preferito tutelarne l'ipotetica purezza e far bruciare Cassini direttamente nell'atmosfera di Saturno. Pochi secondi dopo, la sonda si disintegrerà per effetto della forza aerodinamica dovuta alla grande velocità.

Sarà una picchiata velocissima, fatta alla velocità di 113mila km/h. Alla spedizione, costata in vent'anni 3,9 miliardi di dollari, partecipavano l'agenzia spaziale italiana Asi e l'Esa europea la quale realizzava la capsula Huygens che scendeva su Titano.

Giunta a Saturno il primo luglio 2004, Cassini ha iniziato una complessa sequenza di orbite che hanno permesso di visitare tutti i satelliti e osservare da vicino il pianeta e i suoi anelli.

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Il viaggio della sonda Cassini sta volgendo al termine, ma non sono ancora finiti i successi dell'orbiter, che un paio di mesi fa è riuscito a conquistare anche il doodle di Google.

"Il segnale finale del veicolo sarà come un'eco che si irradia nel Sistema Solare per quasi un'ora e mezza dopo che Cassini sarà scomparso", ha rilevato Earl Maize, responsabile del progetto Cassini al Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.

I membri del team scientifico italiano di Cassini e i loro gruppi di gruppi di ricerca operano presso il Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale dell'università La Sapienza di Roma sotto la guida del professor Luciano Iess, e il Dipartimento di Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni con il professor Roberto Seu.

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