Mazara, peschereccio sequestrato dai tunisini

Mazara, peschereccio sequestrato dai tunisini

Un peschereccio di Mazara del Vallo sequestrato dai militari tunisini a sud di Lampedusa

Alle 23,46 di ieri sera il peschereccio "Anna Madre", iscritto al Compartimento Marittimo di Mazara del Vallo, e' stato sequestrato in prossimita' del cosiddetto "Mammellone" (area di pesca protetta istituita bilateralmente fra Italia e Tunisia nel 1979 e delimitata dall'andamento della linea batimetrica dei 50 metri) da militari della Marina tunisina che ne hanno contestato l'irregolarita' della posizione. Stando alla ricostruzione di uno degli armatori, il peschereccio è stato raggiunto da una motovedetta con cinque tunisini armati che avrebbero prima bloccato il comandante Giacomo Giacalone e poi assunto la guida, dirigendosi verso il porto di Sfax. L'imbarcazione sequestrata appartiene alla società "Pesca giovane srl" ed era già sfuggita a quattro tentativi di abbordaggio, in alcuni casi con spari in aria da parte della Guardia costiera tunisina. L'imbarcazione si trovava a sud dell'isola di Lampedusa. L'uomo ha detto alla stampa: "Ho appreso la notizia del sequestro dell'Anna Madre dalla Capitaneria di porto".

Mazara, peschereccio sequestrato dai tunisini
Motovedetta tunisina sequestra peschereccio di Mazara del Vallo

Il peschereccio era già sfuggito a un tentativo di sequestro, sempre ad opera di militari tunisini, lo scorso 2 agosto, mentre si trovava sempre in acque internazionali. In quel caso, l'imbarcazione fu salvata grazie al pronto intervento della marina militare italiana, giunta prontamente sul luogo incriminato dopo la segnalazione fatta dalla nave da pesca "Aliseo" che la salvò dai bellicosi militari pronti a far fuoco contro di essa. Non è possibile che in acque internazionali, dove tutti possono pescare, un natante venga sequestrato, con il rischio per la sicurezza degli uomini a bordo e danni economici ingenti. "Non è più rinviabile un tavolo di concertazione con i paesi rivieraschi per evitare simili episodi".

Il papà di Noemi Durini: "Ha fatto tutto il genitore del ragazzo"
L.M. deve rispondere anche di occultamento di cadavere , reato per cui è indagato anche il padre . Se qualcuno pensava che il peggio fosse finito, dovrà ricredersi velocemente.


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