Salvini, da Pontida parte la lunga marcia per il Governo

Umberto Bossi e Matteo Salvini nel 2017

Umberto Bossi e Matteo Salvini nel 2017

"Da oggi parte la lunga marcia della Lega Nord per cambiare il Paese", così il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, è intervenuto oggi dalla grande e tradizionale manifestazione del Carroccio in corso a Pontida, in provincia di Bergamo. "Andremo avanti anche senza soldi, chiederemo aiuto agli italiani, ma l'anno prossimo - ha aggiunto - saremo a Pontida con una Lega e un centrodestra al governo, con l'Italia che riparte nel nome del lavoro, della sicurezza e soprattutto della democrazia".

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Anche Defrel ha delle qualità particolari, ma l'ho un po' sacrificato per ora. Sono soddisfatto della crescita e delle linee di passaggio.


Domenica l'iniziale scaletta prevista per il raduno (gli interventi dopo le 10.30) verrà cambiata in base alle nuove esigenze: sarà il tema del sequestro preventivo dei conti del Carroccio a dominare gli interventi, poi il via al conto alla rovescia per il referendum del 22 ottobre sull'autonomia di Lombardia e Veneto. "Qualche giudice vuole fermare un partito, magari rispondendo agli ordini di qualcun altro". Il suo nome non compare nel programma ufficiale, dove invece ci sono quelli dei governatori Roberto Maroni e Luca Zaia e persino quello del forzista Giovanni Toti (primo esponente di un partito italiano a essere invitato sul palco del raduno leghista), che parleranno di autonomia. Quanto a Silvio Berlusconi, "non l'ho sentito, ma in questi giorni ho parlato poco al telefono", aggiunge. Lo ha detto Salvini, intervenendo al raduno di Pontida. A Pontida edizione 2017 - la prima nella storia senza Umberto Bossi sul palco - la parola d'ordine è restaurazione. "Mi dispiace che Bossi non parlerà a Pontida perché Pontida è Bossi". La Lega ha una sola voce. "Anche perché le entrate del partito, come documentano i loro difensori, sono in calo". Di certo l'attuale segretario intende ricevere da Pontida un mandato pieno. "Questa è l'ultima Pontida che faremo all'opposizione". Sul palco allestito nella cittadina permangono il manifesto in cui campeggia il 'SI' a favore del referendum e il cartello 'Salvini premier' ma sotto è stato aggiunto anche ul striscione 'Forza Lega'. "Democraticamente arriveremo al Governo". Ma una cosa (oltre al fatto di "non aver paura" della competizione con Luigi Di Maio e Matteo Renzi) è certa: "Domani parlerò più con il cuore che con la testa", ha promesso ai giovani padani che intonavano "rossi di merda" all'indirizzo dei magistrati di Genova.

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