Pensioni: le proposte dei sindacati, cauta apertura di Poletti

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LAVORATORI PRECOCI. Ape sociale e pensione anticipata per i lavoratori precoci.

I giudici della Cassazione hanno invece accolto il ricorso dell'INPS facendo riferimento proprio alla nozione di "lavoratori" dell'art 1 della L. 335/1995, per la quale le anzianità contributive considerate sono quelle che non hanno ancora dato origine al trattamento pensionistico, riferendosi espressamente dette disposizioni ai "lavoratori iscritti" e non già ai pensionati. E' quanto scrivono Cgil, Cisl e Uil nel documento unitario presentato alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con le relative proposte sulla previdenza, che vanno dal blocco dell'adeguamento all'aspettativa di vita alle pensioni dei giovani e delle donne. "Un intervento sul solo meccanismo dell'Ape sociale - spiega il documento unitario - è riduttivo, occorre una misura più ampia con il riconoscimento di un anno di anticipo per ogni figlio, fino a un massimo di tre, e il riconoscimento di un bonus contributivo per i lavori di cura, al fine di migliorare le pensioni delle donne".

GIOVANI. Riduzione dell'importo soglia per l'accesso alle pensioni calcolate con il sistema contributivo: ridurre da 1,5 ad 1 volta l'assegno sociale l'importo soglia richiesto per la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi; ridurre significativamente l'importo soglia (attualmente pari a 2,8 volte l'assegno sociale) in caso di pensionamento anticipato nel sistema contributivo a 63 anni e 7 mesi con 20 anni di contributi. Nel contempo, propongono la revisione del sistema di contribuzione per coloro che svolgono lavoro domestico ipotizzando il versamento di contributi pieni, anche oltre le prime 24 ore settimanali lavorate fatto il confronto con le retribuzioni effettivamente erogate, se superano quelle convenzionali.

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Il coefficiente di trasformazione, difatti, è la cifra (espressa in percentuale) che "trasforma" il montante contributivo (cioè la somma dei contributi) in assegno di pensione, e cresce all'aumentare dell'età. Le altre proposte riguardano le donne (in particolare il riconoscimento di un anticipo per l'accesso alla vecchiaia per tutte le lavoratrici fino a tre anni), e il riconoscimento di un "bonus contributivo per sostenere il futuro reddito previdenziale delle future generazioni".

La Corte territoriale aveva accolto il ricorso in quanto anche dopo il pensionamento aveva continuato a lavorare ed a versare i contributi nella Gestione separata, dunque, doveva considerarsi "lavoratore" ai fini dell'applicabilità dell'opzione per il sistema integralmente contributivo (l. n. 335 del 1995). Inoltre chiedono la semplificazione dei criteri di accesso.

ESODATI. Verifica della consistenza delle risorse residuate per l'opzione donna e l'ottava salvaguardia relativa agli esodati gestendo le problematiche aperte.

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