Caffè vietnamita spacciato per rinomato, maxi sequestro in una ditta delle Vallette

Chicchi di caff

Chicchi di caff

È così emerso che orzo e ginseng provenivano da Cina e Polonia e che senza alcun processo industriale di trasformazione "sostanziale" venivano poi immessi in commercio con l'indicazione di prodotto italiano. Il caffè, infatti, arrivava dal Vietnam e dall'Uganda. E così, a una società torinese con sede nel quartiere Vallette, sono state sequestrate oltre 10mila confezioni di caffè pronte per l'immissione in commercio ed altre 100mila ancora da confezionare. Mentre di fatto il prodotto finale era un insieme di miscele asiatiche e di altre sud-americane. Il packaging? Riportava un marchio contraffatto.

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Denunciato per frode il titolare, un italiano di sessant'anni, che ora rischia fino a tre anni di carcere.

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