Parto, una donna su cinque vittima di "violenza ostetrica"

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	Violenza ostetrica donne maltrattate durante il parto	

		
	
		di redazione	
						Pubblicato oggi alle 12:10

Mamma Violenza ostetrica donne maltrattate durante il parto di redazione Pubblicato oggi alle 12:10

Una recente ricerca ha analizzato l'incidenza di questo fenomeno negli ospedali italiani.

Sono solo alcuni dei dati - davvero sorprendenti e preoccupanti - emersi dalla fotografia scattata, per la prima volta in Italia, dall'indagine nazionale "Le donne e il parto" realizzata per indagare il fenomeno, sommerso e ancora poco conosciuto, della cosiddetta "violenza ostetrica", cioè l'appropriazione dei processi riproduttivi della donna da parte del personale medico. Il 61% delle quali ha dichiarato di non aver dato il consenso informato.

E' bene chiarire come le pratiche, percepite come violenze, non sono di per sé il problema, ma è l'abuso che ne viene fatto, è l'imposizione, la coercizione, senza una adeguata informazione e senza consenso. La ricerca Doxa "Le donne e il parto" è stata presentata ieri 20 settembre al Palazzo delle Esposizioni a Roma, alla presenza anche di parlamentari e di importanti addetti ai lavori.

Negli ultimi 14 anni un milione di mamme italiane ha vissuto un'esperienza di violenza ostetrica durante il travaglio o il parto. Non solo il rapporto con il personale medico e l'intero staff di operatori sanitari, ma anche i trattamenti praticati, nonché il ricorso al consenso informato, il potere decisionale della partoriente rispetto al parto, e il rispetto della dignità personale della stessa. Ben il 21% delle madri italiane - circa un milione - hanno subito una qualche forma di violenza ostetrica alla loro prima esperienza di maternità. Un'esperienza traumatica al punto da spingere il 6% di loro, negli ultimi 14 anni, a scegliere di non affrontare una seconda gravidanza. L'indagine ha rilevato che per 4 donne su 10 (41 per cento) l'assistenza al parto e' stata per certi aspetti lesiva della propria dignita' e integrita' psicofisica.

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Tra le operazioni violente subite dalle donne c'è l'episiotomia, effettuata sul 54% delle partorienti. Un tempo considerata un aiuto alla donna per agevolare l'espulsione del bambino, oggi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la definisce una pratica "dannosa, tranne in rari casi". Questi i dati che stanno facendo il giro d'Italia, rilevati da Doxa nell'indagine "Le donne e il parto". E pensare che dovrebbe essere uno dei momenti più delicati per una donna, quello in cui si cambia, passando dall'essere incinta a essere finalmente mamma.

Infine il 4% delle intervistate ha aumentato trascuratezza nell'assistenza con insorgenza di complicazioni ed esposizione a pericolo di vita. Una procedura che, rispetto alle lacerazioni naturali che spesso si verificano durante il parto, necessita di tempi più lunghi per il recupero: con rischi di infezioni ed emorragie, oltre a profonde ripercussioni sulla ripresa dell'attività sessuale.

Molte se ne vergognano e non lo raccontano a nessuno. Per questo abbiamo promosso la campagna #bastatacere sui social media. Per capire meglio la portata del fenomeno: hanno aderito così tante donne, in così pochi giorni, che presto la campagna è diventata virale.

La violenza ostetrica sarebbe quindi causa di un calo della natalità stimato di circa 20.000 bambini in meno in un anno.

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