Di Maio candidato premier M5S. Alle primarie grilline 37mila votanti

“Italia 5 Stelle”. Ciprini: A Rimini per parlare di lavoro futuro e programmi per il rilancio del Paese

Corto circuito sul voto elettronico

"Non siamo divisi". Pace armata, visto che Fico non sale sul palco per festeggiare Di Maio, ma rimane nel retro, insieme alla fidanzata Yvonne, e non applaude.

Dopo la nomina, gran galà serale in un ristorante di Rimini che, al termine della seconda giornata di Italia 5 Stelle, "festeggia" la candidatura a premier di Luigi Di Maio. Il risultato delle primarie era scontato da giorni - gli avversari di Di Maio erano perlopiù attivisti locali poco conosciuti - ma l'annuncio è stato solo oggi a Rimini, durante il raduno ufficiale del partito. I votanti sono stati poco più di 37.000, In pratica meno della metà della capienza di San Siro.

Un passaggio di consegne definitivo insomma (o almeno così pare) che serve a dare maggiore visibilità a Di Maio in vista della prossima campagna elettorale. Infine promette di formare una "squadra di cui andare orgogliosi". La faida tutta interna che portò nella primavera del 2016 a rinunciare ufficialmente alle elezioni comunali a seguito dello psicodramma materializzatosi all'atto delle primarie per scegliere il candidato sindaco (con la velenosa sequenza di accuse e strali tra le due correnti del partito) non si è mai ricomposta. Non ci sono spaccature e non lascio il Movimento.

Arrestato lo stalker di Lara Comi, si era candidato con Sel
E' quanto ha reso noto nelle scorse ore Lara Comi , eurodeputato lombardo di Forza Italia e vice capogruppo del Partito Popolare Europeo.


L'hacker ha prima irriso Davide Casaleggio e Grillo, scrivendo "tranquilli, Di Maio ha già vinto, ve lo assicurano decine di miei voti certificati", per poi pubblicare alcune schermate di login con nomi utente diversi: Antonio Marcheselli, Massimo Ferrari, Davide Gatto e per finire Giancarlo Cancelleri, candidato presidente della Regione Sicilia (vedi sopra). Si può dire che tutto alla fine è andato come previsto, anche Roberto Fico ha deciso di accettare la tregua, negando ci siano divisioni nel movimento. "Nel nostro dna ci sono gli strumenti di democrazia partecipata ed è con quelli che li coinvolgeremo", ha evidenziato.

Assente Di Battista, molto compreso nel suo futuro ruolo di papà, che ha sentito la necessità di rimanere accanto alla sua compagna al termine della gravidanza. Con lui il M5s ha raggiunto una tregua, un accordo che salva, almeno per il momento, il Movimento e consente ad un esponente storico come il presidente della Vigilanza di non passare alla storia come "guastatore". Già: ma proprio perché di voto on line si tratta, perché non rendere immediatamente pubbliche le cifre?

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