Concorsi truccati: 7 docenti universitari in manette

Arresti all'università, prof indagati per corruzione e spartizione cattedre

Corruzione e spartizione di cattedre, arrestati 7 docenti universitari 

L'inchiesta "Chiamata alle Armi", eseguita nelle prime ore della mattina dalla Guardia di Finanza di Firenze su tutto il territorio nazionale, è stata aperta dopo un primo caso di corruzione accertato nel capoluogo fiorentino. Le misure sono scattate a seguito di un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, disposta dal gip su richiesta dei pm fiorentini Luca Turco e Paolo Barlucchi. Al candidato vittima delle pressioni sarebbe stato promesso un intervento dei docenti sulla Commissione giudicatrice nella successiva tornata di abilitazione, ma non solo tale pressione è stata respinta, ma ha portato anche alle accuse nei confronti di questi professori universitari che però, ovviamente, sono innocenti fino a prova contraria. I 7 si trovano ai domiciliari, mentre altre 22 persone sono state colpite dalla misura dell'interdizione dalle funzioni di professore universitario e da quelle connesse a ogni altro incarico accademico per la durata di 12 mesi. Si tratta di Guglielmo Franzoni, docente a Lecce; Fabrizio Amatucci, docente di Napoli; Giuseppe Zizzo, docente a Castellanza, in provincia di Varese; Alessandro Giovannini, docente a Siena; Giuseppe Maria Cipolla, docente di Cassino; Adriano Di Pietro, docente di Bologna; eValerio Ficari, ordinario a sassari e supplente all'università romana di Tor Vergara. Tutti gli arrestati erano titolari di più cattedre di diritto tributario in vari atenei italiani. Complessivamente, sono 59 i docenti indagati per reati di corruzione. Obiettivo: una serie di accordi corruttivi tra docenti universitari al fine di decidere le assegnazioni dei posti da docente o da ricercatore. Gli agenti della guardia di finanza hanno inoltre eseguito 150 perquisizioni domiciliari in uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali.

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All'origine dell'inchiesta c'è la denuncia per un presunto tentativo da parte di alcuni professori universitari, di far rinunciare un ricercatore al ruolo di candidato al concorso per l'abilitazione scientifica nazionale all'insegnamento nel settore del diritto tributario.

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