E' ufficiale: a Fincantieri il 51% dei cantieri Stx

E' ufficiale: a Fincantieri il 51% dei cantieri Stx

E' ufficiale: a Fincantieri il 51% dei cantieri Stx

L'accordo verrà firmato tra qualche settimana, prima deve essere formalizzato dall'assemblea di Stx e dal Share Purchase Agreement, deve passare anche la consultazione del Consiglio dei lavoratori. STX-France, invece, è la società che gestisce i cantieri del porto francese di Saint-Nazaire. Matteo Villa del desk Europa dell'istituto Ispi può nascere una nuova collaborazione tra Italia e Francia.

Ciononostante, le trattative tra Italia e Francia sono continuate nei mesi successivi, fino al vertice di ieri tra Gentiloni e il capo dell'Eliseo.

Roma, 25 set. (askanews) - Sull'acquisizione dei cantieri francesi di Saint Nazaire di Stx da parte di Fincantieri, ci sono le premesse di un'intesa con il governo francese.

Lo Stato francese potrà revocare l'1% prestato soltanto nel caso di un inadempimento di Fincantieri rispetto agli impegni industriali presi. "Se le promesse non verranno mantenute, la Francia potrà recuperare il suo prezioso 1% e togliere a Fincantieri il suo ruolo dominante", chiarisce il quotidiano francese Le Monde nell'edizione del 27 settembre. Altrimenti, se tutto filerà liscio, allo scadere dei 12 anni l'un per cento in prestito diventerà completamente italiano. "In caso di vere difficoltà gli italiani dovranno rivendere il loro 50% ai francesi, che ritornerebbero allora gli unici capitani a bordo, come oggi", scrive Le Monde nella sua versione online.

Inoltre, a Fincantieri spetta la governance dell'impresa.

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I reati contestati vanno dal 2010 al 2013; quindi viene coperto un periodo antecedente le ultime elezioni politiche del 2013. Il procedimento era stato avviato dalla procura di Rieti ed era arrivato ai magistrati romani per competenza territoriale.


Il cda sarà composto da otto membri: quattro (compresi presidente e amministratore delegato) saranno nominati da Fincantieri, due dallo Stato francese, uno da Naval Group e uno dai dipendenti.

L'accordo approvato ieri è solo all'apparenza svantaggioso per l'Italia, anche perché riaprire la questione della presenza della francese Vivendi in Telecom, gruppo strategico questo per l'Italia in particolare per le sottosezioni Sparkle e Telsy, per cui sarebbe stata contravvenuta la legge 56 del 2012 che impone la notifica al governo italiano del raggiungimento del controllo di Telecom: la sanzione che potrebbe essere comminata a Vivendi è di 300 milioni di euro.

Tra i pretendenti per la società sudcoreana, erano presenti il gruppo olandese Damen Shipyard, un fondo d'investimento britannico, la società malesiana Genting e infine l'azienda triestina Fincantieri. Per Gentiloni ci sono comunque "le premesse per arrivare a un accordo che tenga conto dei nostri interessi legittimi e allo stesso tempo di quelli della Francia".

L'accordo è "ottimo e molto positivo", sono le parole del premier Paolo Gentiloni da Lione. Del resto la posta in gioco era alta e di certo non è bastato ai francesi proporre un allargamento al settore della Difesa per riuscire a riparare i guasti prodotti dalla grandeur di Macron con la nazionalizzazione forzata dei cantieri transalpini e lo schiaffo ai cugini italiani.

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