Crac Cirio, 4 anni a Geronzi e processo da rifare per Cragnotti

Crac Cirio: 4 anni a Geronzi (3 condonati), annullati gli 8 a Cragnotti

Crac Cirio, Cassazione conferma condanna a 4 anni per Geronzi Nuovo processo per Cragnotti

Il banchiere Cesare Geronzi è stato condannato dalla Corte di cassazione a 4 anni di carcere per la il cosiddetto "crac Cirio", che nel 2002 causò la perdita di 1,125 miliardi di euro ai 35 mila risparmiatori e altre società che avevano investito nell'azienda.

Nuova, e per molti imputati ultima, sentenza per il crac Cirio.

Definitive anche le condanne per il figlio di Cragnotti, Andrea, (2 anni e 4 mesi di reclusione indultati), per il genero Filippo Fucile (tre anni coperti da indulto, e 10 mesi), per Ettore Quadrani, consigliere di Cirio (anche per lui 3 anni coperti da indulto, e 4 mesi), per gli ex funzionari della Banca di Roma Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola (2 anni, coperti da indulto).

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La querelle non deve essere andata giù ad Andrea Damante , il fidanzato di Giulia, che durante la pubblicità avrebbe affrontato Signorini .


Geronzi, che oggi ha 82 anni, è stato per decenni uno dei principali esponenti della finanza italiana, in particolare di quella romana che spesso, per via dei suoi collegamenti con la Chiesa, viene definita "cattolica", in opposizione alla finanza delle grandi banche del nord Italia, a lungo soprannominata "finanza laica". Sorte diversa invece per l'ex patron Cirio, Sergio Cragnotti per il quale, come spiegano i legali, Massimo Krogh e Paolo Panella "la Cassazione ha disposto l'annullamento con rinvio della sentenza d'appello per l'imputazione piu' grave, vale a dire la vicenda di Bombril".

Si chiude una pagina fondamentale nella vicenda del crac Cirio.

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