Caccia di casa il figlio gay, tribunale impone l'assegno di mantenimento

Cacciato di casa 18enne gay genitori obbligati ad assegno per sentenza

La madre caccia da casa 18 enne perché omosessuale, il Tribunale: «I genitori devono versargli assegno»

Francesco, il giovane omosessuale al quale la madre, separata, aveva chiesto di lasciare la casa familiare appena divenuto maggiorenne, riceverà un assegno mensile di mantenimento dai genitori separati. A difendere il ragazzo nell'aula del Tribunale di Napoli Nord, nella causa di separazione dai genitori, è stato l'avvocato Salvatore Simioli dello Sportello Legale di Arcigay Napoli. Qualche settimana fa, infatti, venne ripudiato dalla famiglia che non accettava la sua omosessualità: un fatto che ha colpito tutta l'Italia.

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Ci sarà da considerare l'accantonamento integrale dei crediti deteriorati non garantiti in 2 anni e quelli garantiti in 7. Il governo è stato avvertito dei rischi delle nuove norme sugli Npl .


Il tribunale di Napoli ha stabilito che i genitori del giovane cacciato di casa perché gay sono comunque tenuti a mantenere il figlio. La madre si oppone ritenendo che il rapporto non è educativo per la bambina. "Continueremo ad assistere e stare vicino ad ogni persona vittima di ingiustizia e discriminazioni". Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli ha parlato della "solidarietà "della rete nazionale lgbt "che ha consentito di dare accoglienza al ragazzo" e della vicinanza delle istituzioni".

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