Lecce, il premio di maggioranza contestato: il primo round al centrodestra

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Lecce, il premio di maggioranza contestato: il primo round al centrodestra

Una battaglia che va avanti da mesi e che certamente è soltanto al primo round.

Quattro i ricorsi complessivamente presentati dal centrodestra contro la decisione della Commissione elettorale presieduta da Alcide Maritati di attribuire al centrosinistra il premio di maggioranza: uno da Paola Gigante (Grande Lecce), uno da Angelo Tondo (Direzione Italia), Attilio Monosi (Direzione Italia), Giorgio Pala (FdI-An), Laura Calò (Grande Lecce), Federica de Benedetto (Forza Italia), uno da Paolo Perrone (Direzione Italia), Roberto Marti, parlamentare fittiano ispiratore della lista Grande Lecce, e Mauro Giliberti (capo dell'opposizione), e uno da Francesca Mariano (Direzione Italia).

Adesso ci sono venti giorni per presentare appello al Consiglio di Stato in attesa della discussione di merito che dovrebbe chiarire una volta per tutte la questione.

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Domani saranno rese note le motivazioni del dispositivo.

La questione è delicata, e promette di diventare giurisprudenza per eventuali casi analoghi.

Nelle ore della proclamazione ufficiale, la commissione elettorale si era espressa a favore del premio di maggioranza al centrosinistra, nonostante la percentuale del 52% delle preferenze per le liste del centrodestra nel primo turno, motivando quella scelta col principio che si dovessero ritenere "voti validi" anche quelli espressi (nel complesso meccanismo elettorale e col doppio turno) per i candidati alla carica di sindaco. Per i resistenti, invece, bisogna tener conto anche delle preferenze ottenute dai due sfidanti in caso di ballottaggio.

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