Battisti: "In Brasile sono protetto, posso uscire quando voglio"

Gian Marco Chiocci

"Non stavo scappando, andavo a pesca": Battisti parla a una tv brasiliana

"Voglio costruirmi una casetta qui, ma dovrò aspettare". "No, mai. E non solo non ho mai pensato di andarmene in Bolivia dove per me sarebbe la morte civile - senza quest'ultima carcerazione con tutte le perdite di tempo burocratiche avrei già consegnato il mio ultimo libro, che è praticamente finito - ma neanche in Venezuela, come forse pensano molti, perché a me il chavismo sin dall'inizio non è mai piaciuto". "Io sono protetto, il decreto Lula non può essere revocato: sono passati cinque anni", sostiene l'ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac).

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Nel tempo ho imparato ad affrontarli sempre con positività, cercando sempre di guardare il positivo nelle cose negative. Poi sull'Italia: "Il fatto di essere teste di serie è una cosa positiva, è stato importante vincere contro l'Albania ".


Il governo di Temer apparentemente vorrebbe revocare lo status di rifugiato politico dell'ex terrorista Battisti, per poi estradarlo dal paese con il consenso della Corte Suprema. "Lui non è un ex terrorista, lui è un terrorista, è un criminale, ha due ergastoli ma si è fatto una vita accomodante", aggiunge Torregiani dicendosi tuttavia "più fiducioso" che in passato. "Non ho nessuna restrizione". Sono un immigrato con visto permanente nel Paese. Battisti è convinto di essere stato vittima di "un'imboscata" tesa dalla polizia. Invece, sempre secondo la sua versione, lo stavano aspettando: "L'impressione è che fosse stato tutto ben organizzato, ridacchiavano, avevano proprio cattive intenzioni". Mi provocavano, c'era un clima di euforia. "Poi, quando è arrivato l'habeas corpus, sembrava un funerale, tutti con la faccia accigliata", ha aggiunto l'ex terrorista. "Visti i recenti episodi, è ormai notorio e pubblico il rischio concreto, imminente e irreversibile di espulsione dal paese" di Battisti, hanno scritto gli avvocati ai giudici supremi, chiedendo che la loro istanza venga subito accolta. Anche se un giudice d'appello gli ha concesso la libertà provvisoria, per mancanza di prove, nel governo brasiliano si è fatta strada l'idea che un crimine di natura fiscale potesse rafforzare le motivazioni giuridiche per la sua estradizione in Italia.

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