Richiesta di risarcimento da 300 milioni agli ex vertici dell'Etruria

Banca Etruria

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Gli ex consiglieri e sindaci di Banca Etruria sono stati citati davanti al tribunale civile di Roma per i danni causati dalla loro gestione: il liquidatore, con il via libera della Banca d'Italia, ha chiesto loro 400 milioni di risarcimento. Istituto che "è crollato", risultando totalmente "spolpato" nella sua consistenza patrimoniale, sotto il peso di errori madornali degli amministratori. Fra loro ci sono Pierluigi Boschi, padre della sottosegretaria al presidenza del Consiglio Maria Elena, gli ex presidenti Giuseppe Fornasari e Lorenzo Rossi, gli ex direttori generali e anche la società di revisione PriceWaterhouseCoopers. Nell'atto depositato lunedì scorso, ricostruisce ancora il Corriere, si parla di una "incredibile serie di erogazioni di favore e in palese conflitto di interessi, ovvero dissennate e inutili".

Banca Etruria, chiesti 400 milioni agli ex amministratori. Il Corriere riferisce che il liquidatore cerca di recuperare i soldi per risarcire gli obbligazionisti subordinati che hanno perso tutti i loro risparmi nel crac di Banca Etruria.

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L'Etruria è stata una delle quattro banche sottoposte a commissariamento nel febbraio del 2015 (le altre banche erano: Banca Marche, CariFe e CariChieti). Con il caso eclatante del suicidio del pensionato Luigi D'Angelo. In particolare definisce il rifiuto all'offerta di Banca Popolare di Vicenza una "decisione dolosa o gravemente colposa" perché ha provocato un mancato introito per oltre 212 milioni di euro.

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