Smantellato traffico di droga tra l'Argentina e l'Italia, 12 gli arresti

Cocaina dall'Argentina a Palermo e Trapani 12 persone in manette   
                       
                
         Oggi alle 08:20- ultimo agg

Cocaina dall'Argentina a Palermo e Trapani 12 persone in manette Oggi alle 08:20- ultimo agg

Lo stupefacente argentino veniva spacciato nei locali notturni di Trapani e Palermo.

Proveniva dall'Argentina la cocaina che, in Italia, doveva servire per rifornire la movida siciliana.

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"Abbiamo lottato e siamo riusciti a portare a termine quest'accordo, diciamo che c'è stato un po' il gioco delle parti". Raiola è uno degli agenti più importanti al mondo, gestisce giocatori importanti.


Un vasto traffico internazionale di cocaina tra Italia ed Argentina è stato sgominato dai carabinieri di Palermo, che stanno eseguendo numerosi arresti tra il capoluogo siciliano, Roma e Udine. Le attività di indagine, condotte anche in territorio estero, hanno consentito il sequestro di quasi 5 chilogrammi di cocaina. In tutto sono dodici le persone raggiunte da una misura cautelare voluta dalla Procura di Termini Imerese. In dettaglio, le indagini hanno permesso di ricostruire l'acquisto in Argentina di 4,6 kg di cocaina, sequestrati presso l'aeroporto di Buenos Aires e la cessione di un chilo di cocaina sulla piazza di spaccio palermitana, individuando un gruppo attivo nello spaccio di stupefacenti di vario tipo (cocaina, mdma o md, Ecstasy, marijuana e hashish) in Provincia di Palermo. "È stato documentato ancora una volta - dicono i carabinieri - che il settore degli stupefacenti riveste per Cosa nostra un'importanza fondamentale, imprescindibile nelle dinamiche criminali e, al contempo, fonte di accese e continue tensioni". Dalle indagini è emerso che l'intero affare ruoterebbe attorno alla figura di un presunto capo di una famiglia mafiosa facente parte del mandamento Villabate: Nicolò Testa in carcere dal 2015. Drago Ferrante aveva consentito di accedere a ingenti forniture e a prezzi più bassi rispetto a quelli praticati dai fornitori locali, vantando egli dei contatti con i narcotrafficanti argentini.

Grazie alle intercettazioni è stato individuato un gruppo di giovani palermitani, posto alle dipendenze di Pasquale Testa (figlio di Nicola) e Salvatore Rotolo, che si erano accordati per reperire stupefacente da piazzare sul mercato attraverso una serie di pusher che agivano all'interno di locali notturni.

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