Cannabis, la Camera approva la proposta di legge: ora passa al Senato

Nei social club della marijuana.

La Camera ha approvato il ddl per l'uso terapeutico della cannabis. Nel partito di quel segretario fiorentino che per calcolo elettorale solo nelle ultime settimane ha affondato lo ius soli, Bankitalia e ora la legalizzazione della cannabis.

"Fratelli d'Italia ha votato contro la proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso terapeutico perché i contorni della norma sono così poco chiari che si rischia, in sostanza, una legalizzazione mascherata di questa sostanza per uso ricreativo".

Critico con il Pd anche il il senatore Benedetto Della Vedova. "Non avalleremo mai l'intossicazione dei giovani per via ordinamentale: ecco perchè la nostra contrarietà può dirsi di cautela, una precauzione indirizzata verso le nuove generazioni".

I deputati del Movimento 5 Stelle Ferraresi e Dell'Orco sottolineano inoltre come: "Nulla da fare il PD e la sua strampalata maggioranza hanno eliminato la parte su coltivazione per uso personale e monopolio di Stato sulle vendite, tutto questo lasciando solo la parte terapeutica che il Ministro Lorenzin con un Decreto Ministeriale poteva risolvere senza perdere ulteriore tempo; tempo che manca ai tanti malati che oggi in Italia non riescono ad accedere alle cure a base di cannabis".

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Il testo, che passa all'esame del Senato, fissa criteri uniformi sul territorio nazionale garantendo ai pazienti equità d'accesso, promuove la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici e sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l'assunzione. Secondo la proposta, il medico può prescrivere medicinali a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi. Nella ricetta si dovrà specificare il periodo di trattamento, per un massimo di tre mesi di assunzione.

I farmaci a base di cannabis verranno obbligatoriamente prescritti dal proprio medico curante o uno specialista e saranno a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Il compito di monitorare le prescrizioni spetta a Regioni e province autonome. Queste dovranno considerare i dati forniti in merito a patologia, età e sesso dei pazienti sotto terapia, comunicare il fabbisogno necessario per l'anno successivo e darne conto all'Organismo statale per la cannabis. Nel caso, abbastanza probabile, che a Firenze non riescano a coprire tutte le richieste si potrà fare riferimento anche ad altri enti autorizzati.

Previste infine norme specifiche che prevedono campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore e promozione della ricerca sull'uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.

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