Bankitalia, Prodi: mozione Pd improvvida, Renzi maldestro a citarmi

Alessandro Garofalo  Reuters

Alessandro Garofalo Reuters

La posizione di Gentiloni viene delineata da fonti di Palazzo Chigi che smentiscono le ricostruzioni "di vario segno" apparse oggi sui quotidiani in merito alla vicenda Bankitalia. E non ci sta a passare "per il difensore delle banche" e dell'"establishment". Tra galateo istituzionale e tutela dei risparmiatori, io sto dalla parte dei risparmiatori.

Stento francamente a capire dove sia lo scandalo in questo atteggiamento trasparente di Renzi, che non ha voluto seguire l'esempio di tutti gli altri segretari di partito che nella ormai lunga storia repubblicana hanno partecipato solo dietro le quinte alle decisioni sugli avvicendamenti al vertice della Banca d'Italia: in anni peraltro in cui essa aveva ben più poteri di adesso, battendo moneta. La mozione tenderebbe a impedire il rinnovo di Visco alla carica di Governatore di Bankitalia, ruolo che attualmente ricopre. "Da sempre la Banca d'Italia - osserva Veltroni - è un patrimonio di indipendenza e di autonomia per l'intero Paese".

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Le sicurezze che mi ha dato lui in allenamento poi ho provato a cercarle per tanti anni. Parla anche della sua relazione con Filippo Magnini e del rapporto con la sua famiglia.


In questo Paese in cui è possibile "impicciare", cioè processare e destituire il presidente della Repubblica, aprire e condurre processi contro chiunque per la cosiddetta obbligatorietà dell'azione penale, con una facilità e una frequenza appena lamentate dal capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone in una circolare ai suoi sostituti, nel tentativo peraltro di indebolire, quanto meno, quelli che l'ex presidente della Camera Luciano Violante ha giustamente definito "incestuosi rapporti" fra chi compila i registri degli indagati e chi ne riferisce sui giornali imbastendo processi col rito abbreviato e sommario; in questo Paese, dicevo, c'è chi vuole estendere al governatore della Banca d'Italia l'infallibilità del Papa. A dare man forte alla linea scelta dal segretario Pd arriva però anche Silvio Berlusconi. La mozione parlamentare non solo era nota al governo, ma come sa chi conosce il diritto parlamentare, prevedeva che il governo desse un parere. Il mio intervento di allora mirava ad accelerare la approvazione della Legge sul risparmio che conteneva il giusto passaggio della carica di Governatore da carica a vita a carica con una scadenza di mandato e che assegnava alla Consob il compito di vigilare sulla concorrenza anche nel sistema bancario. Anzi, fonti di Palazzo Chigi parlano di una "piena sintonia" con la sottosegretaria Boschi (una dei pochi nell'esecutivo a conoscere con esattezza il contenuto della mozione contro la gestione di Palazzo Koch). "Mario Monti non è il responsabile di tutti ma le banche si potevano salvare in quei due anni lì, quando l'Italia disse che non avevamo bisogno di niente, mentre la Germania intervenne". Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori. Perché è chiaro che senza quella dei 5 Stelle non ci sarebbe mai stata quella del Pd. Il Pd, con Matteo Orfini, chiede che l'audizione di Visco avvenga più in là, dopo aver acquisito le carte sulle banche venete (primo oggetto d'indagine). "Il PD e Renzi hanno qualcosa da nascondere che l'audizione di Visco renderebbe pubblica?" domanda quindi l'esponente del Carroccio.

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