Alta tensione tra Renzi e Gentiloni che, non sapeva nulla di Bankitalia

Silvio Berlusconi

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Anche se i toni vengono smorzati, la conversazione prosegue accesa parlando di Renzi e di un errore da parte sua: il gruppo avrebbe retto in Aula ma c'è chi sottolinea la possibilità ben più dura di un "impatto politico esterno devastante". È duplice l'impegno di Matteo Renzi sul caso Bankitalia. Fino a quel momento era rimasto silente e non aveva proferito parola al riguardo con i giornalisti, ma dopo la telefonata della Finocchiaro tutto è cambiato: il premier si è reso conto di essere "in trappola" e di dover trovare una soluzione. Il presidente del Consiglio si dice tranquillo relativamente a "strani incroci populisti" che si possano creare in Parlamento sulla vicenda e che possano mettere in difficoltà l'esecutivo anche sulla legge di stabilità. Viene così eliminata una parte di accusa a Visco sulla "prevenzione e gestione delle crisi bancarie" e anche il testo in cui si chiedeva "discontinuità", lasciando solo una piccola apertura per una possibile rinomina del Governatore. Se così andasse, si direbbe che Visco è stato rimosso perché dava fastidio a Renzi e Maria Elena Boschi, con l'avallo del governo e del Quirinale. Ma questa è stata rappresentativa di una rottura tra Renzi e il premier Gentiloni che non si sa se sarà possibile sanare né come o quando.

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Il problema è che tutte le opinioni sono legittime. Vale a dire: "L'autonomia di Bankitalia, autonomia che ha un valore in sé, un valore per i mercati, sembrano cose strane però esistono, sono consolidate". Ora la speranza diffusa in ambienti Pd è che Visco decida - ma ad ora non sembra esserne intenzionato - di fare un passo indietro. "Lo sottoscrivo e lo condivido totalmente". Infine, l'ottimismo sulle prossime elezioni: "Prenderemo il 40 per cento e, con il Rosatellum, governeremo da soli". Anche se ufficialmente i comunicati non riportano questa verità, la notizia si è diffusa con il passa parola e da sospetto è diventata una certezza. Ho visto tutti concentrati sulla mozione del Pd quasi fosse una spy-story. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, durante un'intervista alla Festa Fogliante del giornale 'Il Foglio' a Firenze, a proposito delle polemiche sulla mozione parlamentare sulla Banca d'Italia. Racconta del suo bilaterale con il presidente della Commissione Jean Claude Juncker dove gli ha chiesto di non aggiungere penalità all'Italia su questo tema: "Mi sono portato un istogramma che fa vedere che i crediti deteriorati nel nostro sistema sono diminuiti del 25% negli ultimi otto mesi".

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