Serie A contro l'antisemitismo: in campo con il 'Diario' di Anna Frank

Serie A contro l'antisemitismo: in campo con il 'Diario' di Anna Frank

Serie A contro l'antisemitismo: in campo con il 'Diario' di Anna Frank

Per l'identificazione del responsabile, o responsabili, del gesto saranno utilizzate le immagini a circuito chiuso dello stadio.

In mattinata, con una delegazione biancoceleste capitanata dal patron Claudio Lotito, accompagnato dal portavoce Arturo Diaconale e da due giocatori, i brasiliani Felipe Anderson e Wallace, visita della Lazio alla Sinagoga di Roma dopo il caso degli adesivi antisemiti comparsi alla Curva sud dell'Olimpico.

Nel frattempo arrivano anche le parole del presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, che ha condannato "con fermezza" l'utilizzo dell'immagine di Anna Frank da parte di hoolingans della Lazio per "offendere" tifosi della Roma. In questa decima giornata, infatti, nell'ambito della campagna di diffusione del libro denominata '#ioleggoperché', l'arbitro e i capitani delle squadre scenderanno in campo con i volumi del 'Diario' di Anna Frank e 'Se questo è un uomo' di Primo Levi, per omaggiarli al centro del campo.

Lo ha deciso la Federcalcio d'intesa con l'Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane).

Lo sdegno, seppur tardivo (questi adesivi circolano fuori degli stadi almeno dal 2013), avrebbe una qualche utilità se non si limitasse alla solita retorica sui tifosi di calcio brutti, sporchi e cattivi.

In un campo i corpi senza vita di due pastori: "Duplice omicidio"
Entrambi presenterebbero ferite alla testa: sarebbero stati colpiti più volte con un oggetto contundente ancora non identificato. Constatate le fiamme, si sarebbero dati alla fuga e, solo a quel punto sarebbero stati uccisi.


L'episodio non darà vita a nessuna riflessione seria e approfondita sulla questione: i tifosi di calcio, anche quelli di sinistra, si arroccheranno sulla difensiva davanti all'ondata di luoghi comuni scagliati da persone che hanno visto la curva soltanto in televisione.

Gli episodi di antisemitismo accaduti domenica scorsa sono la prova che ancora c'è molto da fare, e che la lotta alle discriminazioni va continuamente alimentata.

Questo incontro rappresenta per la società un atto dovuto per dissociarsi dall'antisemitismo.

Stilare classifiche, decidendo che per l'adesivo con Anna Frank ci si indigna ma che "Anna non l'ha fatta Frank" sul muro di periferia è solo opera di qualche "idiota", rende soltanto più accettabili l'odio e il razzismo cui veniamo sottoposti ogni giorno.

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