Mobilitazione di massa per la piccola Elisa. Forse trovato un donatore

Donazione di midollo osseo, al via campagna online per salvare la piccola Elisa

#salviamoElisa, 50 giorni per trovare il donatore: una corsa contro il tempo da Fiorello e Anastacia

Ricoverata al "Bambino Gesù" di Roma, la piccola di Pordenone necessita con urgenza un trapianto di midollo, ma ancora non è stato trovato alcun donatore compatibile.

Una triste e drammatica storia che però ha trovato il supporto di moltissime persone, tra cui anche personaggi dello spettacolo come Fiorello, Anastacia, Paolo Conte, Fausto Leali, l'attore e conduttore Paolo Ruffini, il cantante Paolo Conte, il calciatore del Sassuolo Francesco Acerbi e Umberto Tozzi.

La campagna social ha come obiettivo quello di sensibilizzare la popolazione alla tipizzazione, il semplicissimo test che permette di essere catalogati nella banca dei donatori di midollo osseo. A dirlo è il Centro nazionale trapianti in una nota congiunta firmata anche dall'Ospedale Bambino Gesù di Roma, il Registro IBMDR (Italian bone marrow donor registry, Registro italiano donatori di midollo osseo), le associazioni ADMO (Associazione donatori di midollo osseo) e ADOCES (Associazione donatori cellule staminali).

Per diventare donatore di midollo osseo bisogna avere un'età compresa fra i 18 e i 35 anni, avere un peso superiore ai 50 kg e godere di buona salute.

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Ma alcuni donatori compatibili sono già disponibili.

Con l'avvio del quinto ciclo di chemioterapia è scattato il conto alla rovescia per Elisa, la piccola affetta da leucemia in attesa di un donatore di midollo. La ricerca sta comunque andando avanti per ricercarne uno con la massima compatibilità. Il padre di Elisa ha fatto sapere sempre tramite La Stampa: "Il nostro è un messaggio che sensibilizza a tipizzarsi, che invita a donare il midollo, a condividere le informazioni affinché tutti sappiano che con un semplice e immenso gesto d'amore è possibile salvare una vita".

Il Registro italiano è collegato ai Registri di tutto il mondo e procede ad interrogarli seguendo protocolli nazionali e internazionali, come avviene per ogni singolo paziente che ha bisogno di un trapianto - spiega ancora la nota congiunta -. "Non volendo entrare nel merito degli appelli lanciati sui social network - conclude la nota -, si sottolinea che la donazione è un gesto di solidarietà e responsabilità civile che auspichiamo possa entrare nella quotidianità delle nuove generazioni a vantaggio di chiunque ne abbia bisogno e non come gesto finalizzato al singolo paziente".

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