Crac banche venete: Bankitalia e Consob si auto-assolvono

BANCHE, BARBAGALLO: PORTE GIREVOLI? FATTI RESI PUBBLICI DA BANKITALIA

Vigilanza Bankitalia, Barbagallo si difende: "Crisi banche venete scoperta da noi"

Nuova polemica sul crack di Popolare di Vicenza e Veneto Banca, stavolta a parlare è il responsabile della vigilanza di Banca d'Italia Carmelo Barbagallo in audizione alla commissione d'inchiesta sulle banche secondo cui le debolezze si sono "innestate" sulla recessione e "prestiti erogati con leggerezza o in conflitto di interessi hanno portato" i due intermediari in "prossimità al dissesto".

"Nonostante, e malgrado, l'indisponibilità di poteri investigativi commisurati alla gravità dei comportamenti, è stata la vigilanza della Banca d'Italia ad aver rilevato le criticità che connotavano le due banche venete". Nel momento in cui l'operato di Bankitalia sulla vigilanza è più che mai sotto i riflettori, Barbagallo ha cercato di respingere ogni critica sulla gestione di via Nazionale e ha richiamato l'attenzione sulla prima ispezione nei confronti delle due venete partita nel novembre del 2014, subito dopo il passaggio delle competenze di Vigilanza a Francoforte. Carlo Sibilia ha rivelato che i Cinque Stelle hanno i nomi di altri dirigenti e di loro familiari di Bankitalia transitati nelle banche venete; Giorgia Meloni ha definito "incestuoso" il rapporto di via Nazionale con gli istituti di credito sottoposti alla sua vigilanza.

Barbagallo ha spiegato che le operazioni "baciate" non sono più vietate per legge dal 2008 a patto che non siano conteggiate nel patrimonio di vigilanza.

Marchionne: "Ferrari, il rimpianto c'è. Ma nel 2018 faremo meglio"
A chi gli chiedeva se dedica troppo tempo alla Rossa, Marchionne ha risposto: "No, assolutamente. Nel 2018 faremo molto meglio - ha assicurato in una conference call con gli analisti -.


Difesa su tutta la linea anche per quanto riguarda la pratica delle cosiddette "porte girevoli". Barbagallo ha messo in evidenza che Palazzo Koch non auspica che questo avvenga, "ma quando accade - ha detto - questo non influisce sul corretto espletamento delle funzioni di vigilanza". Poco è servito definire "inopportuna" la scelta di quei servitori dello Stato trasformatisi in servitori del capitale privato, e ancor meno è stato utile quando il dottor Barbagallo si è inerpicato su uno specchio per dire che il comportamento di taluni ispettori non ha certo influenzato l'atteggiamento ispettivo della Banca.

Anche la Consob ha detto la sua in merito al crac di Veneto Banca e Popolare di Vicenza dalle parole del direttore generale Angelo Apponi che parla di "un ecosistema collusivo volto a occultare in maniera sistematica e fraudolenta le informazioni al mercato e alle autorità di vigilanza".

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