Bce: Draghi, per Npl serve sforzo congiunto banche e regolatori

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Draghi: «Le sofferenze bancarie? Problema non ancora risolto»

Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, intervenendo nel corso di una conferenza stampa, a Francoforte, in Germania. L'avvertimento di Draghi arriva all'indomani della riunione dell'Eurogruppo, da cui è emerso l'assist dei ministri delle finanze dell'Eurozona alla regole più severe contenute nell'addendum della Bce, che sono state fortemente osteggiate da diversi esponenti del mondo politico e bancario dell'Italia.

Visco ha detto anche che l'interpretazione delle regole europee sugli aiuti di Stato ha limitato severamente la possibilità di creare società di gestione a supporto pubblico per occuparsi dei crediti deteriorati delle banche.

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"Attualmente qui la questione più importante è gestire le sofferenze". Per risolvere il problema dei crediti deteriorati è necessario "uno sforzo comune fra Vigilanza bancario, le autorità di regolamentazione e le autorità nazionali" oltre agli istituti di credito, ha sottolineato Draghi, aggiungendo che le banche con un elevato livello di Npl "forniscono meno credito a imprese e famiglie" e che "tutti conosciamo i danni che alti livelli di crediti deteriorati producono alle banche e alla crescita". E anche se i livelli di Npl, osserva il presidente della Bce, "sono scesi da circa il 7,5% all'inizio del 2015 al 5,5% ora, il problema non è ancora risolto". "Molte banche sono ancora sprovviste della capacità di assorbire larghe perdite, visto che i loro ratio di NPL sui capitali e accantonamenti rimangono elevati".

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