Panama Papers, gli affari della regina Elisabetta e del ministro di Trump

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La bomba fiscale è esplosa a causa di una mole di documenti (circa 13milioni) provenienti da due società finanziarie - la "Appleby" e la "Asiaciti Trust" - finiti nelle mani del giornale tedesco "Suddeutsche Zeitung" che li ha poi condivisi con l'International Consortium of Investigative Journalists (Icij) di cui fanno parte anche "L'Espresso" e "Report". Compresa la Regina d'Inghilterra, Elisabetta II, che compare con popstar del calibro di Bono e Madonna, tra le personalità eccellenti citate dalle rivelazioni choc contenute nelle nuove carte dei Panama Papers, per l'occasione ribattezzati 'Paradise Papers'.

In particolare dai 'Paradise Papers' emerge che 10 milioni di sterline dei fondi privati di Sua Maestà sono stati investiti in un fondo off-shore, alle isole Cayman, sinonimo di paradiso fiscale che garantisce l'anonimato oltre all'assenza di tasse, e alle Bermuda dal Ducato di Lancaster, insieme al Ducato di Cornovaglia dell'erede al trono, una delle maggiori prorietà immobiliari e terriere d'Inghilterra.

Tra i nomi citati nei documenti, la cantante Madonna e il leader degli U2 Bono Vox (al secolo Paul Hewson); il cofondatore di Microsoft Paul Allena; l'uomo d'affari George Soros. Imbarazzo pure per Lord Ashcroft, businessman ed ex dirigente del Partito Conservatore britannico, che avrebbe a sua volta nascosto una fortuna pari a 450 milioni su conti offshore.

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Tra i dossier che saranno pubblicati, anche quelli relativi agli investimenti nelle isole Cayman della Regina Elisabetta. Non si salvano neanche il braccio destro e regista dell'ascesa politica del premier canadese Justin Trudeau, Stephen Bronfman, e i colossi Usa Apple e Nike (accusati di aver usato artifici vari per eludere il fisco), oligarchi e imprese a partecipazione statale russi, con il coinvolgimento di Paesi vari: da Malta alla Repubblica del Congo.

Il segretario al Commercio di Donald Trump, Wilbur Ross, coinvolto nella nuova inchiesta sui paradisi off-shore svelata dai Panama Papers gestisce affari che hanno legami con il genero del presidente russo Vladimir Putin. Dopo i celebri Panama Papers, ora è la volta dei Paradise Papers: 13,4 milioni di file su soldi portati all'estero dai potenti del mondo.

"L'evasione ed elusione fiscale delle corporation sottrae ai paesi più poveri 100 miliardi di dollari l'anno, sufficienti per mandare a scuola 124 milioni di ragazzi e salvare la vita di 6 milioni i bambini".

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