Svimez, -21.500 dipendenti pubblici al Sud, ma +1,3% di Pil

Svimez il Mezzogiorno resta agganciato alla ripresa

Il dramma del Sud Italia: un residente su tre è a rischio povertà ei giovani fuggono

Le elaborazioni incrociano una enorme quantità di dati (Istat, forze lavoro, Istat sociale, Banca d'Italia) e forse è per questo che i risultati sembrano troppo discordanti da elaborazioni settoriali e legate ai pochi indici macroeconomici più diffusi. Quanto al dato del prodotto interno lordo - un dato 'vecchio' in quanto noto sin dal luglio scorso - e' vero che nel 2016 si e' registrata una flessione dello 0,2 ma si tratta - osserva Paolucci - di una caratteristica comune alle regioni colpite dal sisma verificatosi nei mesi di agosto e ottobre, con Umbria (-1,1) e Marche (-0,2) piu' penalizzate rispetto al Lazio (+0,1) che fa marcare un aumento contenuto.

Nello specifico delle singole Regioni meridionali, il PIL 2016 più performante è quello della Campania +2,4%, seguita da Basilicata +2,1%, Molise +1,6%, Calabria +0,9%, Puglia +0,7%, Sardegna +0,6%, Sicilia +0,3% e Abruzzo -0,2%.

L'Aquila. "Il rapporto Svimez 2017, presentato a Roma e riferito all'anno 2016, offre diversi spunti positivi per quanto riguarda il nostro territorio. Il saldo migratorio totale del Sud continua a essere negativo e sfiora le 28 mila unità, mentre nel Centro Nord è in aumento di 93.500"; inoltre "considerando il saldo migratorio dell'ultimo quindicennio - ossia una perdita di circa 200 mila laureati meridionali - e moltiplicando questa cifra per il costo medio che serve a sostenere un percorso di istruzione elevata, la perdita netta in termini finanziari del Sud ammonterebbe a circa 30 miliardi, trasferiti alle regioni del Centro Nord e in piccola parte all'estero". Il tipo di politiche finora applicate hanno generato una "ripresa dell'occupazione che non ha inciso sensibilmente sui livelli di povertà, ma che ha interessato solo parzialmente le fasce di popolazione più esposte al rischio di marginalizzazione sociale". Le previsioni per il 2017 e il 2018 confermano che il Mezzogiorno è in grado di agganciare la ripresa, facendo segnare tassi di crescita di poco inferiori a quelli del Centro-Nord. Inoltre, rispetto alle regioni centro-settentrionali - che hanno recuperato quasi integralmente i posti di lavoro persi durante la fase di recessione economica - le regioni del Sud Italia non sono ancora riuscite a colmare il gap e i posti di lavoro persi rispetto all'inizio della crisi ammontano a circa 381mila unità.

"Secondo la SVIMEZ, il Sud non è più un'area giovane né tanto meno il serbatoio della demografia del resto del paese". Lo studio evidenzia che al Nord a proseguire gli studi è il 62,7% dei diplomati (+5,5% rispetto al 2015) e al Centro dove raggiunge il 63,6% (+4,3%) mentre nel Mezzogiorno il tasso si attesta al 54,5% (+2,1%). Aumento apprezzabile dell'occupazione: +0,7% al Sud sia nel 2017 che nel 2018, e +0,8% in entrambi gli anni al Centro Nord. Nel campo della pubblica amministrazione, informano dallo Svimez, la spesa corrente pro-capite nel Sud è pari al 71,2% di quella del Centro-Nord, con un divario negativo di circa 3.700 euro a persona. Tra gli aspetti postivi, un deciso calo dei procedimenti di giustizia civile pendenti, più accentuato al Sud, e un forte recupero nella diffusione dell'ICT nella P.A. Per il credito, il surplus dei depositi al Sud finanzia l'economia del Centro-Nord, tanto che il rapporto tra impieghi, incluse le sofferenze, e i depositi è strutturalmente più elevato rispetto al Mezzogiorno.

Alfonso Signorini bacia Ilary. E la Blasi conquista il Tapiro
Il motivo non sarebbe da ricondurre al bacio di per sé, ma alla durata di quest'ultimo. E dopo il bacio la Blasi ha pure detto ridendo: "Baci meglio di mio marito".


A conclusione dunque si ritorna alla considerazione iniziale: la ripresa non è sufficiente ad affrontare le emergenze sociali del Sud.

L'AD di Invitalia, Domenico Arcuri, intervenuto alla presentazione del rapporto Svimez, ha così commentato il Rapporto: "Il Sud per il terzo anno consecutivo continua a crescere".

Ancora, nel Rapporto si sottolinea che nel Sud gli investimenti pubblici hanno toccato nel 2016 il punto più basso della serie storica e che gli investimenti in opere pubbliche, calcolati pro capite, oggi sono di gran lunga più rilevanti al Centro-Nord che al Sud: rispetto alla media di 231 euro a livello nazionale, 296 sono per il Centro-Nord, meno di 107 per il Sud. "Ma in maniera insufficiente".

Latest News