Brexit, May: Gb fuori il 29 marzo alle 23

Brexit sempre più difficile e lontana

Brexit, Theresa May: "Gran Bretagna fuori dalla Ue il 29 marzo 2019"

Nessun passo indietro quindi, ma la ferma intenzione di procedere spedita per realizzare la volontà della maggior parte del paese, espressa nel referendum del 23 giugno 2016.

Il primo ministro afferma che "non intende tollerare" alcun tentativo di bloccare l'uscita dall'Unione.

La notizia, che esattamente fra 504 giorni tutto sarà effettivo, ha preoccupato l'Unione Europea che ora starebbe cercando una formula adatta ai futuri rapporti con la Gran Bretagna.

"Sono stati fatti chiari progressi nei negoziati ed è tempo di passare a una discussione politica sulle relazioni future tra Regno Unito e Unione europea".

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Il Ministro per la Brexit, David Davis, ha dichiarato che "il nuovo sistema sarà snellito, economico e facile da utilizzare e i cittadini europei saranno consultati sui progetti". Ma su questi tre punti le posizioni sono ancora lontanissime.

Secondo quanto riportato dalla stampa, la premier britannica ha incontrato i dirigenti di alcune Case automobilistiche operanti in Gran Bretagna (come Gruppo BMW, Toyota, Jaguar-Land Rover, Bentley, Nissan e McLaren) per iniziare a capire come evitare un tracollo del mercato e mantenere la competitività all'interno dell'Unione Europea. La ventilata hard Brexit, messa in campo da una May sempre più barricadera sul tema, si è dovuta scontrare fin da subito con le reiterate prese di posizione sia della Commissione e sia del Parlamento Europeo sull'annosa questione riguardante i cittadini Ue residenti in Regno Unito e sul vitale tema della libera circolazione, uno dei pilastri di Shenghen.

A rendere più incerto il quadro contribuisce anche la fragilità del governo di Theresa May, che nell'ultima settimana ha perso due ministri per due diversi scandali. May ha poi avvertito che "non tollererà" tentativi di minare la legge da parte di membri filo-Ue del suo partito.

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