Carabinieri, Cosa nostra, Palermo

Blitz in enclave Cosa nostra, 17 arresti

La Sicilia si ribella al pizzo: 17 arresti. Decapitato clan di “Cosa Nostra”. I NOMI

Farebbero tutti del clan del Borgo Vecchio, cuore della città ed enclave di Cosa nostra radicata nel cuore del capoluogo siciliano.

Individuati, infine, gli autori di una sparatoria avvenuta il 4 marzo 2015, nella piazza centrale del quartiere di Borgo Vecchio e i responsabili di una rapina avvenutala sera del 26 giugno 2011 in un'abitazione dello stesso quartiere.

Un 16enne usato per recuperare il pizzo. Dalle indagini è emerso che il rachet del pizzo continua a essere una delle principali forme di guadagno di Cosa Nostra, come ha dimostrato il contenuto del "libro mastro" del pizzo. Le vittime, commercianti e imprenditori della zona di Borgo Vecchio, 14 in tutto, hanno confermato di essere state costrette a versare somme di denaro, onde evitare ritorsioni.

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L'indagine, oltre a smantellare il clan di Borgo Vecchio con l'arresto di 17 persone ha portato chiarimenti su alcuni episodi avvenuti nel 2011 e nel 2015, sui quali i carabinieri di Palermo indagavano ancora.

Il nuovo reggente del clan.

. È accaduto nel 2015 al Borgo Vecchio quando, dopo il pentimento di Francesco Chiarello, i fratelli Domenico e Giuseppe Tantillo capirono che il loro arresto era vicino. Questi si era avvalso di Fabio Bonanno, Salvatore D'Amico, Luigi Miceli e Domenico Canfarotta, delegati a curare, con altri arrestati, il sostentamento economico ai familiari dei detenuti, le attivita' estorsive ed il controllo della piazza di spaccio nel territorio di competenza mafiosa, in un mix di affari e controllo capillare del territorio.

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