Scambio provette sangue per omonimia, morì paziente dimensione font +

Scambiarono le provette di sangue al paziente, per un caso di omonimia. Così è morto il 9 maggio del 2014 Alberto Giacobbi, un uomo di 76 anni, ricoverato per lombosciatalgia a Pieve di Cadore.

Quasi un mese dopo il ricovero per una lombosciatalgia, le condizioni di Alberto Giacobbi, forse per una terapia anticoagulante troppo leggera, si sono via via aggravate, con due embolie e un infarto, fino a portarlo alla morte.

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Come ha raccontato la figlia Beatrice, intervistata per il Gazzettino da Olivia Bonetti, " venne parcheggiato in quel reparto e sedato, ebbi il brutto presagio". La battaglia processuale non si gioca tanto sull'errore, ammesso dalla struttura sanitaria, quanto se questo sia stato o meno determinante nella morte.

Dichiarazioni che troverebbero conferma anche da parte del dirigente medico dell'Usl 1, Raffaele Zanella, il quale in aula ha riferito che un medico gli disse "che c'era stato uno scambio di prelievi" e che per questo aveva "ritenuto di procedere alla segnalazione all'autorità giudiziaria, chiamando i carabinieri".

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