Italia, Tavecchio rompe il silenzio: "Siamo amareggiati. Futuro? Domani ci sarà…"

Svezia- Italia

Svezia – Italia

L'amarezza per il verdetto finale arrivato ieri dopo lo 0-0 con la Svezia e' enorme.

A meno di clamorosi colpi di scena invece il numero uno della Federcalcio dovrebbe restare al suo posto perchè il suo mandato non è ancora concluso ma anche lui dopo questa "apocalisse", come lui ha definito mesi fa, potrebbe e farebbe bene a lasciare l'incarico come fece ai tempi dello scorso Mondiale in Brasile Abete che con Prandelli subito dopo la pesante eliminazione dell'Italia ai gironi annunciarono le dimissioni. Ma non ci voleva un genio a capire che questo sarebbe stato il risultato di una serie di decisioni tanto scellerate quanto incomprensibili. Il gatto e la volpe del calcio italiano sono riusciti ad entrare nella storia.

L'ATTESA PER VENTURA - Se il presidente della Federazione Tavecchio ha già lasciato Milano, il ct Ventura si troverebbe ancora all'interno dell'albergo nei pressi della stazione Centrale e davanti all'ingresso sono diversi i giornalisti in attesa dell'allenatore azzurro, che per il momento resta in carica in attesa di comunicazioni ufficiali da parte sua o dei vertici federali. L'agonismo e la voglia, d'altronde, non fanno la differenza quando non si è squadra: i disastri di Gian Piero Ventura purtroppo hanno prevalso su tutto il resto.

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Io sarei voluto entrare ma pensavo che in quel momento sarebbe stato più opportuno mettere un Insigne o un El Shaarawy. Abbiamo l'abitudine di fare riscaldamento tre per volta con cambi ogni cinque minuti.


Tavecchio fa affidamento sul suo vice Cosimo Sibilia, presidente della Lega Dilettanti (parte del Consiglio Federale che contribuisce per un terzo dei voti), e sul presidente della Lega Pro, Gravina. Una firma che adesso sa di beffa. Il ct ha parlato del futuro dopo la debacle azzurra annunciando di non aver rassegnato le dimissioni: "Non ho parlato con il presidente e non mi sono dimesso". Per prima cosa occorre dare una nuova guida alla Nazionale. E, come sempre, ci rimetterà quasi certamente il calcio italiano. Lo sapevamo, era il Mondiale di tutti quanti, anche il mio.

E se ci fosse un clamoroso addio? Di buono però ci sono i tanti giovani pronti.

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