Libia: Ue, priorita' salvare vite umane, cooperiamo con l'Onu

Migranti

Credit Afp

Così la CNN presenta un video shock arrivato dal Paese Nordafricano e proprio per verificarne l'autenticità ha inviato una sua giornalista in Libia. "Stiamo spingendo per la chiusura dei campi di detenzione in Libia".

I filmati sono stati consegnati dalla Cnn alle autorità libiche che hanno promesso di aprire un'indagine sul caso.

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Rieletto nella circoscrizione di Lecce per la lista I Popolari, era alla sua seconda legislatura in Regione Puglia. Messaggi di cordoglio continuano ad arrivare da tutti i gruppi politici presenti in consiglio regionale.


Ufficialmente i migranti recuperati e condotti in queste strutture attendono in gran parte il rimpatrio da parte delle agenzie Onu.

Le accuse dell'Onu poggiano anche sulle testimonianze degli osservatori mandati in Libia. E' quanto risulta dal rapporto di alcuni osservatori delle Nazioni Unite, che si sono recati presso le strutture nelle quali vivono ammassati i migranti fra l'1 e il 6 novembre: "Gli osservatori sono rimasti sconvolti da ciò che hanno visto: migliaia di uomini, donne e bambini emaciati e traumatizzati, ammassati l'uno sull'altro, bloccati in capannoni". In quelle prigioni, riporta sempre l'Alto commissario citando il Dipartimento libico per la lotta al'immigrazione clandestina, sono detenute quasi 20mila persone. "La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità", è l'accusa di Zeid. Nel lungo comunicato pubblicato sul sito dell'Unhcr si precisa inoltre che "Ue e l'Italia forniscono assistenza alla Guardia costiera libica nel Mediterraneo e in acque internazionali, nonostante l'allarme lanciato dalle organizzazioni per i diritti umani che questo metodo rischia di condannare molti migranti a una prigionia arbitraria e senza limiti di tempo, esporli alla tortura, allo stupro; costringerli al lavoro, allo sfruttamento e al ricatto". "Non possiamo essere testimoni silenziosi di questa schiavitù dei giorni nostri, degli stupri e di altre violenze sessuali, di uccisioni in nome della gestione della migrazione e della prevenzione dell'arrivo sulle coste europee di gente disperata e traumatizzata", ha concluso Zeid. Per Zeid, "la comunità internazionale non può continuare a chiudere un occhio di fronte agli orrori inimmaginabili subiti dai migranti in Libia, e far finta che la situazione può essere risolta con il miglioramento delle condizioni di detenzione".

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