Morte Riina, la Cei: "Non è ipotizzabile un funerale pubblico"

Morte Riina, la Cei:

Morte Riina, la Cei: "Non è ipotizzabile un funerale pubblico"

Si svolge questa mattina l'autopsia sul corpo di Totò Riina, il boss di Cosa Nostra morto ieri all'ospedale di Parma.

La Cei, la Conferenza episcopale italiana, ricordando la scomunica papale dei mafiosi, ha reso noto che non sarà consentito il permesso per lo svolgimento di alcun funerale pubblico in Chiesa.

Dello stesso parere monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale: "Il compito della Chiesa è quello di educare le coscienze alla giustizia e alla legalità e di contrastare la mentalità mafiosa. Un giorno verrà il giudizio di Dio!" Le esequie non saranno pubbliche: "Si confonderebbero le coscienze".

Parole analoghe ha pronunciato Mons.

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Il Capo dei capi, così era spesso definito Riina, era entrato in coma dopo essere stato sottoposto a due operazioni nelle scorse settimane. "Ove i familiari lo chiedessero si valuterà di fare una preghiera privata al cimitero".

"Certo, c'è un mondo che guarda con reverenza a una figura come Totò Riina, è un mondo che purtroppo sopravvive: la sua morte è un passaggio di fase, ma non è la fine della mafia che cambia, si trasforma ma resta sempre un pericolo per lo Stato e il nostro paese".

A quanto pare, finora non è stata avanzata nessuna richiesta di benedire la salma del "capo dei capi": nè a Fra' Giovanni Mascarucci, cappellano della casa circondariale del capoluogo emiliano dove Riina era detenuto, nè ai padri cappuccini della Chiesa di San Francesco e visitano i ricoverati all'ospedale e nemmeno alla Diocesi di Parma. "Mandarlo ai domiciliari, a Corleone, sarebbe un cattivo segnale dello Stato".

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