Ue, ultimatum all'Italia: "debito troppo alto, rischia inadempienza"

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Secondo le autorità europee, la legge di bilancio italiana è a rischio di una "deviazione significativa dall'aggiustamento verso l'obiettivo". "Il debito italiano si ridurra' un po', ma rimane fonte di preoccupazione".

La Commissione Ue, che oggi ha illustrato il pacchetto autunnale del Semestre europeo, ha puntualizzato: "Con riferimento all'Italia, il persistere dell'elevato livello di debito pubblico è motivo di preoccupazione".

Il governo italiano ha tempo entro martedì per chiarire le sue intenzioni sulla manovra 2018. L'Italia fa dunque parte di quei cinque paesi dell'Unione europea che sono a "rischio di inadempienza" sugli obiettivi di Bilancio del 2018.

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Dombovskis: occorre un aggiustamento strutturale dello 0,3% del Pil. Il destinatario è il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan,* i firmatari il vicepresidente della Commissione Valdis *Dombrovskis che ha le deleghe sulla Stabilità finanziaria, i Servizi finanziari e l'Unione dei mercati di capitale, e Pierre Moscovici, il commissario agli Affari economici e monetari. "Malgrado il fatto che l'Italia non ha rispettato il criterio del debito nel 2015, la Commissione ha concluso, dopo aver esaminato tutti i fattori rilevanti, che una procedura per deficit eccessivo fondata sul debito non dovesse essere aperta, a patto che l'Italia assicurasse un complessivo rispetto dei requisiti del braccio preventivo (del patto di stabilità, ndr) nel 2016".

"La Commissione non è qui per creare problemi o designare colpevoli, ma per trovare delle soluzioni nel dialogo", ha inoltre aggiunto Moscovici a proposito lettera inviata all'Italia. In particolare, il commissario ha sottolineato che "la situazione italiana e' tale che il bilancio strutturale dovrebbe migliorare dello 0,1% del Pil nel 2018, ma lo sforzo richiesto e' dello 0,3% ed e' fondamentale attenersi a queste cifre". Insieme varie riforme nel mercato del lavoro, nel sitema di giustizia, nella pubblica amministrazione, nel contrasto alla corruzione e nella gestione del sistema finanziario e delle emergenze sociali, l'Italia ha compiuto progressi nel percorso di stabilizzazione della finanza pubblica passando da un deficit (headline, non strutturale) del 5,3% nel 2009 a uno del 2,5% nel 2016 proiettato all'1,8% nel 2018 (stime d'Autunno della Commissione stessa).

Anche alla luce di questo scenario molto realistico prospettato dalla Commissione UE, appare sempre più inopportuno lo sciopero deciso dalla CGIL per il 2 dicembre prossimo.

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