Carabinieri accusati di stupro: le studentesse americane confermano le violenze sessuali

Carabinieri accusati di stupro: le studentesse americane confermano le violenze sessuali

Carabinieri accusati di stupro: le studentesse americane confermano le violenze sessuali

7 SETTEMBRE - L'incidente probatorio è servito per 'cristalizzare' il racconto delle ragazze statunitensi nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta violenza sessuale da parte di due carabinieri in servizio la notte del 7 settembre scorso nel capoluogo toscano. Per lo stesso i carabinieri imputati sono:il carabiniere scelto Pietro Costa, 32 anni, e l'appuntato 47enne Marco Camuffo.

"Non devono chiedere scusa a nessuno".

Nell'aula bunker di Firenze è stata ribadita la linea della difesa, secondo cui i rapporti sessuali furono consenzienti.

AULA BUNKER - L'avvocato Carta ha raccontato che il suo assistito, che è stato tutto il giorno presente in aula bunker per seguire con il sistema audio-video gli interrogatori - era assente l'altro carabiniere accusato - ha fatto pochi commenti "ma quelli che ha fatto sono di chi non ritiene vere le affermazioni delle due studentesse".

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Sicuramente ci sarà della gente che vuole che io vada via; io andrò via comunque, anche se c'è anche gente che mi vuole ancora nel Palermo .


L'interrogatorio si è svolto in forma protetta.

Il legale a questo punto ha insistito, chiedendo al magistrato - che ha acconsentito - di poter visionare il telefono cellulare della ragazza, trovandovi proprio il mumero di Camuffo, registrato sotto il nome di "Marco P". All'uscita dell'aula gli avvocati hanno sottolineato che sono state fatte solo brevi pause per necessità personali. Primo fra tutti che vi siano stati "momenti drammatici e di sofferenza" durante le due deposizioni. Le due studentesse americane di 21 e 19 anni hanno pianto e una di loro ha anche accusato un lieve malore ("La mia assistita è quasi svenuta", ha spiegato l'avvocato Gabriele Zanobini) ma hanno ripetuto tutto ciò che avevano detto agli investigatori. Ne ha parlato con molta sofferenza, è stato un pianto liberatorio, il superamento di uno scoglio.

Qualora il Tempo e la Giustizia, facendo il proprio corso, permettessero di accertare le eventuali responsabilità dei due Carabinieri verrebbe a crearsi comunque una macchia indelebile per un corpo antico e di valore come l'Arma. Infine ci sono le immagini riprese dalle sette telecamere della discoteca Flo' che filmano le vittime mentre sono al bar e si avvicinano ai due indagati. Entrambi "colpevoli" di dichiarazioni davvero fuori luogo come quella sopracitata.

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