Web tax, ci siamo: imposta del 6% sui Big della rete

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ma la manovra slitta

Un'imposta del 6 per cento sulle transazioni digitali: le imprese italiane, clienti delle multinazionali del web, la trattengono sulle fatture e la versano al Fisco. Quando un soggetto non residente supera in un semestre le 1.500 operazioni per almeno 1,5 milioni di euro, l'Agenzia delle Entrate lo convoca per verificare se opera attraverso una stabile organizzazione. Diversamente, subirà il prelievo del 6 per cento. Con l'imposta sui ricavi 120", ha dichiarato Mucchetti, che ha anche ricordato che Big G nel "2016 ha estratto dall'Italia ricavi stimati in 2 miliardi, ma ne ha dichiarati 90 milioni pagandone meno di 5 per imposte. La tassazione esclude dalla sua attuazione le transazioni digitali delle piccole imprese, delle imprese agricole e dei contribuenti che hanno aderito al regime forfettario.

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l'emendamento alla legge di bilancio con il quale si introducono ulteriori misure per fronteggiare l'emergenza derivata dalla diffusione del batterio Xylella fastidiosa.

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L'Atalanta potrà contare nuovamente su Mattia Caldara , assente sia nella sfida contro l'Inter che in quella contro l'Everton. De Zerbi aveva già anticipato la sua assenza per un piccolo problema muscolare ai danni del fantasista giallorosso.


La web tax entrerà in vigore dal primo gennaio 2019 e non più, come previsto in un primo momento, dal primo luglio 2018. Di conseguenza, il finanziamento del Fondo per le esigenze indifferibili passa nel 2019 da 330 milioni a 444 milioni di euro. Infatti, sono tre i provvedimenti attuativi che dovranno rendere operativa l'imposta: un decreto del Ministero dell'Economia dovrà fissare il perimetro della base imponibile entro il 30 aprile 2018. Al via, dopo aver subito rallentamenti e correzioni, la Web tax proposta da Massimo Mucchetti del Partito Democratico, presidente della Commissione Industria del Senato. Una mazzata per società come Google e Facebook, che di fatto non pagano le tasse nel nostro paese. La discussione sia nell'Aula del Senato sia in quella della Camera sarà di sicuro accesa sulla web tax, non, si spera, sulla necessità di approvarla, ma nel definire correttamente a chi deve essere applicata.

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