Ikea licenzia madre con bimbo disabile, sciopero dei colleghi

Ikea Milano, a Corsico licenziata madre con figli piccoli perché non rispetta gli orari di lavoro

Milano, dipendente Ikea separata con figlio disabile chiede di rivedere i turni: licenziata

Siete uno scandalo.", "Tipo il cambiamento che avete portato nella vita di Marica Ricutti, madre sola con due figli piccoli di cui uno disabile, licenziata e buttata via come uno dei vostri mediocri arredi? La donna, 39 anni, separata e con due figli di cui il più piccolo è disabile, lavorava da 17 anni nello stabilimento di Ikea a Corsico: la scorsa settimana è stata sollevata dai suoi incarichi.

Ikea, secondo Marica Ricutti, aveva raccolto la sua segnalazione sui problemi derivanti dall'orario in un primo momento, ma dopo che la dipendente non era riuscita a rispettare i turni per questioni familiari l'ha licenziata.

Vicenda incredibile oggi che vede protagonista la famosa azienda svedese, specializzata nella vendita di arredamento e soluzioni per la casa, perché una dipendente Ikea separata con bimbo disabile è stata licenziata! Quando le venne proposto di cambiare reparto "ho detto sì, ma ho chiesto che mi si venisse incontro per gli orari", dichiara Marica. La motivazione è stata formale: è venuto meno il reciproco rapporto di fiducia.

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Ci avevo provato diverse volte con altri tiri, anche a Barcellona, ma senza riuscirci. Mi hanno detto che devo pagare la cena di squadra a tutti.


Il 5 dicembre ci sarà, infatti, un presidio davanti lo store di Corsico: "Servirà - conclude Beretta - anche per sensibilizzare i clienti su questa brutta storia".

Al bistrot infatti, Marica iniziava a lavorare dopo le ore 9:00 e quanto al nuovo lavoro, Marica racconta: "All'inizio mi hanno detto di sì, che non ci sarebbero stati problemi". Le numerose richieste di flessibilità oraria sono sempre rimaste bloccate in garbugli burocratici. Tra gli altri interviene anche Rifondazione Comunista, così come su Twitter Teresa Bellanova, viceministro allo Sviluppo economico e componente della segreteria del Pd, invita "Ikea a ripensarci". Proprio lei che usufruiva della legge 104 che tutela l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. L'azienda sottolinea che la sua dipendente si sarebbe presentata in orari differenti da quelli previsti: una volta due ore in anticipo, l'altra due ore in ritardo.

Ikea dal canto suo, non rilascia dichiarazioni, ma fa sapere di voler approfondire la vicenda e la situazione della donna per arrivare alla verità del caso. "In merito alla situazione di Marica Ricutti, Ikea Italia comunica che sta svolgendo tutti gli approfondimenti utili a chiarire compiutamente gli sviluppi della vicenda" in quanto "vuole valutare al meglio tutti i particolari e le dinamiche relative alla lavoratrice oggetto della vicenda".

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