Forza Nuova, spedizione contro La Repubblica con fumogeni e striscioni

Spedizione di Forza Nuova alla sede di Repubblica: fumogeni, cori e volti coperti da maschere

Forza Nuova sotto la sede di Repubblica: “contro le menzogne dei pennivendoli di regime”

Non facciamo l'errore di sottovalutare queste cose. Lo scrive su twitter il presidente del Senato Pietro Grasso.

"Boicotta Repubblica e L'Espresso" era scritto sulla bandiera sventolata di fronte agli uffici dai contestatori che hanno anche acceso dei fumogeni sotto la sede del giornale e letto un proclama di accuse rivolte ai giornalisti. Un paio di fumogeni sono stati lanciati contro dipendenti del giornale.

Un gruppetto di militanti di Forza Nuova, circa quindici, hanno fatto irruzione nel cortile interno dell'edificio del gruppo Gedi (ex Espresso) di via Cristoforo Colombo che ospita le redazioni, tra le altre, de la Repubblica e del settimanale l'Espresso.

Secondo Forza Nuova, "il Gruppo De Benedetti, agli ordini di Soros, Renzi e Boldrini, è la voce di chi sta attuando il genocidio del popolo italiano". Lo ha detto all'ANSA il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, commentando il blitz di oggi di alcuni militanti del movimento di destra contro davanti la sede del quotidiano La Repubblica di Roma.

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Il premier Paolo Gentiloni ha sentito, a quanto si apprende da fonti di governo, il direttore di Repubblica Mario Calabresi dopo la spedizione di Forza Nuova sotto la sede del quotidiano romano. "Per questo la mia solidarietà a Repubblica, ai suoi giornalisti e la convinzione che il Pd continuerà a lavorare perché tutti, non solo il nostro partito, affermino i valori dell'antifascismo e del rifiuto di ogni tipo di provocazione e violenza nel proprio Dna". E c'è anche un fermo; la polizia sta vagliando la posizione di una persona e sta analizzando le immagini delle telecamere per fare luce sull'accaduto. "Quel passato non tornerà #avanti".

"La libertà di stampa non si tocca".

"Non a caso - proseguono - già questa mattina avevamo rappresentato al ministro Minniti la necessità di monitorare e prevenire le ripetute azioni di minacce contro i giornalisti che hanno scelto di indagare sulle formazioni neonaziste e neofasciste".

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