Istat, record di occupati a termine: sono 2,8 milioni

i contratti a termine dato più alto dal 1992

disoccupazione, Istat, Occupazione

"L'aumento significativo dei lavoratori dipendenti - ha detto la deputata Dem - ci fa capire che è in atto una trasformazione del mercato del lavoro in cui va ad assottigliarsi il finto lavoro autonomo, cioè quello che costringeva tante lavoratrici e lavoratori ad aprire una partita Iva o a sottoscrivere contratti precari". Il terzo trimestre del 2017 è anche il migliore dal primo trimestre del 2009: il tasso di occupazione è pari al 58,1%, con un rialzo di 0,2 punti. Sempre sull'anno, cala di 300.000 unità il numero degli inattivi nella fascia 15-64 anni (-0,6 punti per il tasso di inattività). Secondo quanto riferito dall'Istat, si tratta del livello più alto dall'inizio della serie, avviata nel quarto trimestre del 1992.

I dati Istat sul mercato del lavoro in Italia, aggiornati a ottobre 2017, dimostrano che i dipendenti a termine raggiungono un nuovo record storico: gli occupati a tempo determinato nel terzo trimestre del 2017 risultano pari a 2 milioni e 784 mila. In particolare, nell'ultimo trimestre sono cresciuti del 3,9% su base congiunturale e del 13,4% su base annua.

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I disoccupati si attestano a 2 milioni 909 mila, anche qui pressoché stabili sul trimestre precedente (+0,1%). In effetti, secondo l'istituto, le persone al lavoro sono aumentate di 79mila unità rispetto ai tre mesi precedenti (+0,3%) e di 303mila (+1,3%) sul 2016. Analizzando le diverse fasce d'età, si rilevano diminuzioni sia per i 15-24enni (tasso al 32,3%, -2,2 punti su base annua) che per i 25-34enni (al 15,9%, -1,3 punti).

Centomila 'scoraggiati' in meno in un anno. L'incremento si registra soprattutto tra gli occupati a tempo pieno, mentre il tempo parziale aumenta soltanto tra coloro che lo scelgono volontariamente. Tuttavia il numero assoluto resta ancora elevato, pari a 1 milione 651 mila, soprattutto tra le donne: le "sfiduciate" sono oltre un milione. Lo ha affermato Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil, parlando a margine dell'iniziativa "Quaderni del lavoro" della Uil Toscana a Firenze. "Bisogna insistere invece sugli investimenti pubblici e privati, smetterla con questa austerità che ha ridotto l'Europa in povertà".

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